Con la WinteRace Cortina 2026 le cravatte di Marinella nella boutique Kraler

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La boutique Franz Kraler di Corso Italia a Cortina, ospita in questi giorni E. Marinella, storica maison napoletana celebre nel mondo soprattutto per le sue iconiche cravatte, un marchio che da oltre un secolo custodisce una delle tradizioni più riconoscibili dello stile italiano. L’occasione è la WinteRace Cortina 2026, con il suo percorso di 490 chilometri a cui partecipano decine di automobili d’epoca.

Fondata a Napoli, nel celebre negozio della Riviera di Chiaia, spesso descritto come un piccolo angolo di Londra affacciato sul Golfo, Marinella ha costruito la propria identità attorno a un accessorio basico per l’abbigliamento maschile, la cravatta. Ancora oggi ogni cravatta E. Marinella nasce da un processo interamente artigianale. Per dimostrare la maestria della maison, alcune sarte, protagoniste dell’evento cortinese, mostreranno come lavorano la seta secondo tecniche tramandate di generazione in generazione, seguendo gesti precisi che garantiscono qualità, equilibrio e durata nel tempo.

Maurizio Marinella, accompagnerà gli ospiti alla scoperta dell’arte sartoriale che da oltre cent’anni definisce l’identità della maison. Nel corso dell’evento sarà presentato un foulard iconico dedicato alla WinteRace, ispirato all’atmosfera di Cortina e al fascino delle vetture storiche che ogni anno attraversano le Dolomiti. Un accessorio che traduce in tessuto lo spirito della corsa, tra eleganza e memoria automobilistica.

A rendere omaggio alle radici partenopee di Marinella è Campomarzio70, punto di riferimento per le fragranze di ricerca e per la cultura olfattiva. Per l’occasione propone un’esperienza sinestetica attraverso The Essential Cocktail, linea di drink in cui l’alta profumeria incontra il mondo della mixology. Il cocktail creato in esclusiva per l’evento ha come protagonista il fiore d’arancio, evocazione di uno dei profumi simbolo di Napoli. La creazione s’ispira a Club70, fragranza che Anomalia Paris ha dedicato a Campomarzio70: un jus vibrante e sofisticato che fonde il savoir-faire francese con l’artigianalità mediterranea. Un incontro tra sartoria, profumeria e mixology che prende forma nel contesto della WinteRace, dove tradizione e stile continuano a dialogare nel tempo.

La WinteRace Cortina 2026 non è un semplice percorso, ma è una narrazione in movimento, un filo che lega paesaggi, comunità e storie alpine. L’edizione 2026, in programma nel  weekend, interpreta questo principio fino in fondo, disegnando un itinerario che attraversa alcuni dei luoghi più emblematici delle Dolomiti, nel segno dello spirito olimpico e della cultura della montagna. In pista sono settanta vetture, provenienti da otto Paesi: Italia, Belgio, Argentina, Paesi Bassi, Uruguay, Croazia, Svizzera e Principato di Monaco, con un arco cronologico che copre oltre novant’anni di storia dell’automobile, dal 1935 al 2026. La vettura più datata è una Fiat 508 S del 1935. Tra le curiosità del parco partenti figura anche una Mini De Tomaso Turbo del 1983, iscritta dal Vip Club Cortina e resa celebre dalla sua apparizione accanto a Jerry Calà nel film “Vacanze di Natale”.
Complessivamente il percorso supera i e comprende 68 prove di abilità tra cronometrate e di media imposta, incluse le 20 di media del prologo. Attraverseranno territori che non sono semplici scenografie, ma comunità vive, custodi di storia e tradizioni.

Durante la WinteRace, quando le vetture storiche attraversano le strade innevate delle Dolomiti, Cortina d’Ampezzo diventa un luogo in cui memoria, eleganza e movimento si incontrano. La WinteRace rappresenta un vero e proprio viaggio nella tradizione Italiana ma anche nella geografia culturale delle Dolomiti. Dal Passo Falzarego, teatro di eventi cruciali durante la Prima Guerra Mondiale e oggi simbolo di collegamento tra Cortina e l’Alta Badia, il percorso scende verso Arabba, borgo di antica tradizione ladina, da sempre legato alla montagna e al transito dei viaggiatori. Il passaggio sul Passo Pordoi, noto come la “terrazza delle Dolomiti”, rappresenta uno dei momenti più iconici: una strada che ha fatto la storia del grande ciclismo e che, anche in inverno, conserva un fascino epico. E ancora Canazei e Vigo di Fassa, raggiungendo Bolzano e percorrendo la Strada del Vino.
La giornata conclusiva è dedicata alla dimensione più intima delle Dolomiti. Dal Lago di Landro, storica via di accesso tra Cadore e Pusteria, si raggiungono il Lago di Dobbiaco e Dobbiaco, località legata anche alla figura di Gustav Mahler, che qui compose alcune delle sue ultime opere. Dopo il passaggio in Val Badia tra il Passo Furcia e San Vigilio di Marebbe, il percorso toccherà Brunico per la sosta pranzo e la visita al Museo della Montagna di Messner. Lungo la strada del ritorno si attraverseranno San Candido e Sesto, ai piedi delle Tre Cime, prima di raggiungere Cortina d’Ampezzo passando dal Lago di Auronzo e poi dal Lago di Misurina, storicamente luogo di villeggiatura e cura, incorniciato da alcune delle pareti più celebri delle Dolomiti.

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