Essere Cappiello, una mostra celebra i 70 anni dell’Accademia Cappiello

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“Essere Cappiello. Immagine, memoria e formazione del visivo” è il titolo della mostra che celebra i 70 anni dell’Accademia Cappiello nella sua sede di Firenze, un anniversario importante che, dal 28 maggio al 30 giugno, vede trasformare le aule didattiche dell’Accademia in un museo, dove vengono esposte opere rare, documenti e manifesti del grafico illustratore che ha dato il nome alla scuola, Leonetto Cappiello (1875–1942).

Una mostra dedicata alla storia dell’Accademia, all’eredità di Leonetto Cappiello, e alla continuità della formazione visiva tra passato e presente. La mostra è promossa da Hdemy Group e realizzata con la partecipazione di LCICA – Leonetto Cappiello International Centre for Arts e di Galleria d’Arte Athena, con il patrocinio di Regione Toscana, Comune di Firenze, Comune di Livorno e ADI Toscana.

Curata da Eleonora Sassoli e Simone Nannipieri, in collaborazione con l’Associazione Leonetto Cappiello e la Galleria d’Arte Athena di Livorno. “Essere Cappiello” supera la dimensione puramente celebrativa per configurarsi come un percorso culturale e un’occasione di confronto sui linguaggi della comunicazione visiva contemporanea.

“Con Essere Cappiello – ha detto Nicola Pighi, fondatore e presidente di Hdemy Group – non celebriamo soltanto una storia di valore artistico e culturale, ma ne riaffermiamo l’attualità attraverso un percorso che continua a parlare al presente. Il progetto rappresenta inoltre un’importante occasione per consolidare la presenza culturale dell’Accademia a Firenze, città in cui la tradizione artistica continua a confrontarsi e dialogare con i linguaggi del contemporaneo”.

Al centro della mostra una selezione di oltre cento lavori dell’Accademia a cura di Stefano Mingaia, e video-sequenze curate da di Rossana Loperfido. Progetti innovativi, documenti d’Archivio e video che dialogano con alcune opere e manifesti d’epoca di Leonetto Cappiello, da cui l’istituzione fiorentina prende il nome. Un artista che ha saputo anticipare molti dei temi ancora centrali nella comunicazione visiva contemporanea: l’immediatezza del segno, la riconoscibilità dell’immagine, il rapporto tra arte, pubblicità e costruzione simbolica del brand.

“Leonetto Cappiello – ha commentato Angela Rafanelli assessora alla Cultura Città di Livorno – ha preso il manifesto pubblicitario e lo ha trasformato in arte contemporanea prima ancora che capissimo davvero cosa fosse la contemporaneità. Ha trasformato la comunicazione in emozione, in teatro visivo, in sorpresa. Credo che Leonetto Cappiello, con il suo spirito libero, innovatore e profondamente moderno, sarebbe stato felice di vedere il proprio nome ancora oggi capace di generare incontro, formazione e nuove visioni artistiche. Grazie davvero a tutti coloro che hanno reso possibile questo progetto e ancora auguri all’Accademia Cappiello per questo importante anniversario”.

Fondata nel 1956 da Gastone Canessa, pittore, pubblicista e fondatore, l’Accademia nasce a Firenze con l’obiettivo di formare professionisti della comunicazione visiva attraverso un approccio concreto, laboratoriale e orientato al progetto. In settant’anni di attività, la scuola ha attraversato trasformazioni culturali, tecnologiche e professionali, mantenendo un’identità profondamente legata all’immagine, alla sperimentazione e al fare creativo.

“Essere Cappiello – ha detto Stefano Mingaia, direttore didattico dell’Accademia Cappiello – celebra i settant’anni dell’Accademia e racconta la scuola come luogo vivo di dialogo tra memoria storica e creatività contemporanea. L’eredità di Leonetto Cappiello continua ancora oggi a ispirare nuove generazioni di progettisti e comunicatori: per questo abbiamo voluto costruire un percorso in cui opere originali, materiali d’archivio e lavori degli studenti convivono dentro le aule in cui ogni giorno si forma il futuro della comunicazione visiva”.

La mostra non si presenta come una semplice retrospettiva. Gli spazi dell’Accademia diventano un museo vivo, in cui opere rare, documenti inediti, manifesti d’epoca e memorabilia di Leonetto Cappiello dialogano con i lavori storici e recenti degli studenti. Il progetto mette in relazione la nascita dell’immagine moderna con la ricerca contemporanea dei nuovi progettisti, raccontando l’Accademia come un luogo in cui la memoria non viene soltanto conservata, ma continuamente rimessa in movimento.

“Insegnare in questa Accademia – ha dichiarato Eleonora Sassoli co-curatrice della mostra docente dell’ Accademia Cappiello – significa trasmettere un’eredità visiva potente. Con “Essere Cappiello” abbiamo voluto rompere la staticità del classico museo per creare uno spazio in cui la storia dell’arte si respira tra i banchi. Vedere gli studenti confrontarsi da vicino con la forza cromatica e la genialità di reperti d’epoca originali, come la storica scatola di Le Thermogène o il raffinato manifesto di Le Corset Le Furet, è un’esperienza didattica straordinaria. Questa mostra dimostra ai futuri creativi che le regole d’oro della comunicazione visiva — l’immediatezza, l’uso coraggioso del colore e la sintesi formale — non sono nate con i software digitali, ma dal tratto di un maestro che ha inventato l’immagine moderna. “Essere Cappiello” oggi significa proprio questo: riscoprire le radici del grande design per imparare a governare il futuro della grafica con la forza dirompente dell’idea pura”.

La mostra s’inserisce anche nel percorso avviato con l’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024. Il gruppo, fondato e presieduto da Nicola Pighi, riunisce realtà formative dedicate al design, alla comunicazione e alle professioni creative, tra cui NAD – Nuova Accademia del Design, presente tra Verona e Milano, e Accademia Cappiello, storicamente radicata a Firenze. In questa visione, il valore delle singole accademie nasce anche dal rapporto con i territori in cui operano: Firenze, con la sua tradizione artistica, visiva e artigianale; Verona, città legata alla cultura del progetto e dell’impresa; Milano, centro nazionale e internazionale del design, della moda e della comunicazione. Hdemy Group lavora così alla costruzione di un polo formativo capace di tenere insieme identità locali, qualità didattica e dialogo con le professioni creative. Nel 2024 Hdemy Group amplia il proprio progetto educativo con l’ingresso di Accademia Cappiello, storica istituzione fondata a Firenze nel 1956 e riconosciuta a livello nazionale per la formazione creativa. Il suo ingresso nel Gruppo consolida una visione che tiene insieme tradizione e contemporaneità, radicamento culturale e apertura al mercato. Accademia Cappiello porta in dote una lunga esperienza nei campi della grafica, della comunicazione visiva, della moda e dell’interior design, contribuendo ad ampliare l’orizzonte del Gruppo con una forte identità storica e disciplinare. Il 2026 coincide inoltre con un passaggio simbolico importante: il settantesimo anniversario dalla fondazione, occasione che rafforza ulteriormente il valore culturale e istituzionale della scuola all’interno del polo Hdemy.

“L’ingresso di Accademia Cappiello in Hdemy Group nel 2024 – spiega Nicola Pichi – nasce dalla volontà di valorizzare una scuola storica, tra le prime realtà private italiane dedicate alla formazione nell’ambito delle arti visive, della comunicazione e del design. Cappiello appartiene profondamente a Firenze e alla sua cultura dell’immagine, così come NAD – Nuova Accademia del Design sviluppa il proprio percorso tra Verona e Milano, territori centrali per il design, l’impresa e la progettazione contemporanea. Il nostro obiettivo è costruire un polo formativo capace di unire radicamento territoriale, qualità didattica e apertura alle professioni creative del futuro”.

“Ringrazio l’Accademia Cappiello di Firenze per aver voluto condividere con LCICA – ha aggiunto Simone Nannipieri presidente della Associazione Leonetto Cappiello International Center for Arts e co-curatore della mostra – Essere Cappiello è una mostra che guarda alla storia, ma parla soprattutto al presente e al futuro della comunicazione visiva. Leonetto Cappiello non è stato soltanto un maestro del manifesto: è stato un innovatore capace di anticipare molti linguaggi della comunicazione contemporanea. Per LCICA è un onore contribuire a questo percorso insieme all’Accademia, con l’auspicio che la mostra possa ispirare nuove generazioni di creativi e rafforzare il lavoro di valorizzazione nazionale e internazionale della figura di Cappiello”.

Il percorso espositivo – Al piano terreno, pannelli dedicati alla storia della scuola raccontano la nascita dell’Accademia, l’evoluzione dei corsi e il ruolo di figure, artisti e professionisti che hanno contribuito alla sua identità. In un’aula oscurata, proiezioni continue restituiscono l’atmosfera delle lezioni e delle presentazioni didattiche degli anni Ottanta e Novanta, attraverso immagini di progetti elaborati dagli allievi di grafica e comunicazione e oggi conservati negli archivi storici dell’Accademia.

Al primo piano, il percorso entra nel vivo del dialogo con Leonetto Cappiello e si articola in quattro sezioni: La genesi e il segno creativo, dedicata alla fase formativa e satirica dell’artista; Il mito e la forza dell’icona, in cui emerge la potenza dell’immagine-idea; Il Branding e l’identità di marca, dedicata alla costruzione dell’identità commerciale moderna; La memoria e la fortuna critica, che restituisce la consacrazione di Cappiello nella storia dell’arte, della grafica e della comunicazione visiva.
Eugenio Giani Presidente della Regione Toscana “Celebrare i settant’anni dell’Accademia Cappiello significa rendere omaggio a un’eccellenza che ha saputo fare di Firenze e della Toscana un laboratorio permanente di creatività e innovazione. Questa mostra, ‘Essere Cappiello’, non è solo il racconto di un’importante storia didattica, ma la testimonianza di come il genio di Leonetto Cappiello, orgoglio livornese e pioniere della modernità, continui a vivere nel talento dei giovani designer che si formano in Toscana. Come Regione, siamo orgogliosi di patrocinare un’iniziativa che connette la memoria storica alle sfide della comunicazione contemporanea. L’Accademia ha avuto il merito di trasformare l’eredità di un maestro del segno in un metodo rigoroso, capace di generare cultura visiva e opportunità professionali. Un esempio che rispecchia a pieno la nostra visione di Toscana, che non si adagia nel custodire il proprio straordinario passato, ma da qui parte per continuare a parlare al mondo attraverso il linguaggio universale dell’arte e del design.Tra i materiali esposti figurano opere e documenti provenienti dalla Collezione Nannipieri Bernardeschi, tra cui il biglietto da visita autografo di Leonetto Cappiello, l’autoritratto, le litografie per L’Assiette au Beurre, la litografia Le Corset Le Furet, la scatola originale del Thermogène, manifesti, riviste, cataloghi storici e testimonianze della fortuna critica dell’artista.

Accanto alle opere del Maestro, la mostra valorizza il lavoro dell’Accademia attraverso oltre cento contenuti tra progetti degli studenti, documenti d’archivio e video, restituendo la continuità tra la ricerca visiva di Cappiello e la formazione delle nuove generazioni creative. In questa prospettiva, i lavori degli allievi di Exhibition Design sul tema del Mito di Dante, realizzati in occasione del settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri e presentati durante la Milano Design Week 2021, dialogano con la sezione dedicata al mito e all’icona. I progetti contemporanei di Graphic Design e Communication trovano spazio nell’aula dedicata al branding, mentre la videosequenza Segno e Disegno raccoglie esperienze recenti sviluppate nell’ambito del corso di Interior Design.

LEONETTO CAPPIELLO (Livorno, 9 aprile 1875 – Cannes, 2 febbraio 1942)– Leonetto Cappiello è considerato uno dei pionieri della grafica pubblicitaria moderna. Fin da giovanissimo dimostra un talento naturale per il disegno e la caricatura. Si trasferisce a Parigi nel 1898, dove inizia a collaborare con celebri riviste satiriche come Le Rire e Le Figaro, imponendosi come uno degli illustratori più richiesti del suo tempo.

Tra il 1900 e il 1920, Cappiello rivoluziona il concetto di cartellonismo. I suoi manifesti pubblicitari non si limitano più a riprodurre fedelmente il prodotto: creano un’immagine simbolica, potente, memorabile, capace di restare impressa nella mente del consumatore. Le sue figure iconiche – animali esotici, dame eleganti, clown, bottiglie antropomorfe – emergono con forza da fondi neri o monocromatici, rompendo con lo stile liberty allora dominante. È grazie a lui che nasce il manifesto pubblicitario come lo intendiamo oggi: essenziale, dinamico, comunicativo. Il contributo di Leonetto Cappiello va oltre l’estetica. È uno dei primi artisti a capire che la pubblicità è linguaggio, narrazione, identità visiva.

I suoi manifesti sono fatti per affermare la presenza del brand, per fissarne l’unicità attraverso un’immagine potente. Senza slogan complessi, ma con una sola idea visiva.  In questo, anticipa quello che oggi è il lavoro di chi si occupa di graphic design, branding, art direction, visual storytelling.

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