L’uomo nuovo di Miuccia Prada e Raf Simons torna allo stile skinny

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Chi è quel tipo che indossa pantaloni skinny, porta piccole treccine vagamente appuntate  sulla nuca, l’ orecchino indossato su un solo lobo, gli occhiali asimmetrici in cui le due lenti e le due parti di montatura, destra e sinistra, erano differenti, i mocassini senza lacci e soprattutto il borsello attaccato a “ogni dove” (per metterci il telefonino e il necessarie) , agganciato ai passanti dei pantaloni, oppure attaccato alla cintura con un amo, ma anche portato come marsupio, per avere le mani libere. Già le mani libere. Non è stata forse una delle più grandi invenzioni per le donne di Chanel, quella della borsa a tracolla in pelle trapuntata e catenella. Un accessorio rivoluzionario per l’epoca, riprodotto in milioni di esemplari, che avrebbe permesso alle donne degli anni Trenta di “avere le mani libere per fumare e bere un calice di champagne” diceva Gabrielle con maliziosamente, con la voglia neppure tanto nascosta, di affermare la parità di diritti con il maschio dell’epoca, bellicoso e belligerante nel periodo delle grandi Guerre Mondiali. In realtà un prototipo di maschio mai estinto, se paragonato ai tempi che stiamo vivendo. Una borsa, il modello “11.12”, su cui Coco Chanel, assieme al suo profumo N.5, ha costruito un impero e una griffe che ancora domina il mercato del lusso.

Ma il tizio che abbiamo descritto all’inizio del nostro racconto è l’uomo nuovo disegnato da Miuccia Prada e da Raf Simons che sfila nel Deposito di Fondazione Prada, per la Milano Fashion Week Uomo, in un’ambientazione futuristica curata da OMA. Uno che nonostante l’apparente fisico mingherlino vive di precisione, concentrazione, reattività.

La collezione Uomo Primavera/Estate 2027 di Prada si articola attorno al concetto di scelta, di decisione consapevole. “Clarity” è il titolo e il tema della sfilata Prada Uomo.
L’attenzione si pone sull’essenziale. I vestiti maschili vengono ripensati in una nuova prospettiva. La re-materializzazione e la reiterazione possono radicalmente riclassificare le tipologie di capi, modificando il nostro punto di vista, i loro sistemi di valori e, di conseguenza, i loro significati latenti.
La silhouette proposta è precisa, raffinata e lineare. Sfilano jeans, giacche in denim e T-shirt, contraddistinti per la loro semplicità, libera da esagerazioni, portante di infinite possibilità e reinterpretazioni. protagonista l’essenzialità, la distillazione, non solo nei look ma anche nell’offrire alle persone la libertà di sentirsi bene con pochi capi addosso e, soprattutto, con le mani libere. Gli accessori, ridotti all’essenziale anch’essi, s’ integrano con i capi.

Il concetto di essenzialità si riflette nella purezza delle silhouette che sono minimal, prive di esagerazioni: i completi di pelle con le giacche-camicie si portano anche a pelle nuda, mentre in una sorta di continuità tra outfit sovrapposti, i completi in tessuti più formali si abbinano a camicie o a giacche di denim,  negli stessi materiali e con le stesse trame.
L’essenzialità e il minimalismo si traduce  nell’asciugare al massimo la silhouette. La sfilata Prada Uomo primavera estate 2027 afferma il ritorno dello stile skinny, proprio con l’effetto voluto reso ancora più chiaro dalla musica dai toni techno che ha accompagnato la sfilata. Asciutti i pantaloni più sartoriali, decisamente skinny il denim e i pantaloni in pelle sono affusolati perfino i pantaloni lucidi e con effetto trasparente in materiali tecnici.

 

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