L’ iconica Vespa compie 80 anni e Roma accoglie le celebrazioni di questo mitico mezzo a due ruote, eternamente giovane, amato da tutte le generazioni. Dal 25 al 28 giugno la capitale dedicherà a Vespa quattro giorni di eventi aperti al pubblico, con una mostra dedicata, e una parata di Vespe, eventi clou di “VESPA ROMA 2026 – 80 YEARS OF AN ICON”.
“A Roma – ha detto Davide Zanolini, direttore marketing e comunicazione, Piaggio Group – celebriamo 80 anni non di un marchio ma di uno stile di vita che ha avuto la rara abilità di ispirare generazioni ovunque nel mondo. Sarà una grande festa, con appassionati che arriveranno da tutti i continenti per condividere l’amore per la Vespa e per l’innato senso di libertà che solo lei è in grado di generare. Tutto con quell’inconfondibile stile e quella eleganza che, da sempre, Vespa porta in giro per le strade del mondo”.
LA STORIA DELLA VESPA – Fin dalla sua prima apparizione, in un paese da ricostruire dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale, un paese però ancora pieno di idee, di creatività e di fermenti, Vespa ha rappresentato la gioia di vivere, il sogno di un futuro rose. Forse per questi motivi Vespa è diventata subito un’icona di libertà e di emancipazione per le nuove generazioni di tutto il mondo. Senza contare che Vespa ha uno stile elegante ed inimitabile che ancora oggi affascina tutti.
Ma torniamo alla nascita di Vespa in un momento delicato come il dopoguerra e la fine del fascismo. Le città vengono ricostruite e le fabbriche riaperte. La gente è felice di ricominciare a vivere, si balla il rock and roll. Le persone sono libere di muoversi e andare al cinema, al mare, in montagna. Ma i servizi pubblici sono ancora limitati e molto affollati. Nelle grandi città città ci sono dei camion privati che trasportano passeggeri. Così, un’industria italiana, la Piaggio, che ha prodotto fino a quel momento prima interni navali, e poi materiale ferroviario e produzioni aeronautiche, il 23 aprile 1946 brevetta la VESPA su progetto dell’ingegner Corradino D’Ascanio, professionista di grande preparazione e carriera, che da giovane aveva studiato negli Stati Uniti e aveva inventato il primo prototipo di elicottero moderno. Lui però non amava le motociclette, che reputava scomode e difficili da guidare. Così pensò di inventare una due ruote che fosse meno motocicletta possibile. Coniugando le audaci idee di D’Ascanio e le esigenze aziendali della Piaggio nasce la Vespa. Ed è subito successo. In realtà Enrico Piaggio, proprietario dell’azienda, voleva ricominciare quanto prima con le costruzioni aeronautiche, in cui la sua compagnia era specializzata, ma in quel momento la fabbrica doveva trasformarsi e passare dai modelli aeronautici pensati per la guerra a quelli a uso civile. Nel frattempo aveva bisogno di “qualcosa” che si vendesse bene e che portasse avanti l’economia della sua industria, una produzione alternativa per il periodo della riconversione. Per questo motivo nasce il progetto “Vespa”.
Viene fabbricata da sempre nello storico stabilimento di Pontedera, provincia di Pisa, sul fiume Arno. Zona di olio e vino, dove ancora oggi gli operai dopo i loro turni vanno nelle loro campagne a potare le viti e gli ulivi. Nella stessa fabbrica si produce l’Ape Piaggio, da cui nasce il Tuk Tuk, conosciuto in tutto il mondo.
La Vespa, e la Lambretta, che nasce l’anno dopo, hanno cambiato il modo di vivere degli italiani. Questo cambiamento è facilitato dalla pubblicità, nei cinema e sui giornali, il cui messaggio è legato alla libertà e all’indipendenza, comprendendo esattamente il bisogno crescente nell’ animo degli italiani, duramente provati dalla guerra ed ora bisognosi di rinascere. Troviamo la Vespa addirittura in film cult come “Vacanze Romane“, e libri di grande successo.
Nel dopo guerra per quasi tutte le famiglie rappresenta il primo mezzo a motore mai posseduto. Appena inventata costava 68.000 lire che in quegli anni corrispondevano a diversi stipendi di un impiegato. Però le vendite erano agevolate dalla possibilità del pagamento “a rate”, altra novità del dopoguerra. Questa forma di pagamento è stata un grande stimolo per le vendite in tutto quel periodo.
Dal 1946 ad oggi la Vespa Piaggio è considerato lo scooter più famoso al mondo e ne sono state prodotte più di 17 milioni in 130 modelli differenti. Molte riviste specializzate lo considerano il miglior scooter mai prodotto. È esposta in moltissimi musei di trasporti, di design, di arte moderna, … in tutto il mondo. È presente nella collezione permanente della Triennale Museum di Milano e del MoMA di New York.
Nascono, dai primi anni di produzione, i Vespa Club degli appassionati e dei cultori che ormai si trovano in tutto il mondo. Promuovono raduni di appassionati, gare di velocità, regolarità o di abilità riservate ai diversi modelli di Vespa.
Molti i viaggi avventurosi e le traversate. Come da Roma al circolo Polare Artico; da Milano a Tokio; da Genova in Lapponia; da Parigi a Saigon; dagli USA alla Terra del Fuoco (sud dell’Argentina); da Madrid a Atene (Vespa decorata da Salvador Dalì); la traversata delle Ande; da Melbourne a Città del Capo.
Inoltre, se capitate a Roma non mancate di visitare lo Spazio Museo Vespa, in Via Cavour 302.
I FESTEGGIAMENTI DEGLI 80 ANNI
Il cuore di VESPA ROMA 2026 – 80 YEARS OF AN ICON sarà il Foro Italico, in particolare lo Stadio dei Marmi che per l’occasione sarà trasformato nel Vespa Village, dove sarà raccontata la sua storia e il suo futuro, con la parata dei modelli storici e più preziosi, accanto alla gamma attuale, con le collezioni fashion e lifestyle e il merchandising nello spazio store dedicato.
L’evento è patrocinato dal Comune di Roma, e sarà proprio il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a tagliare il nastro della manifestazione. Il Palco Centrale al Village al Foro Italico accoglierà ospiti e momenti di spettacolo. La musica sarà a cura di Radio Deejay. Ovviamente saranno protagonisti i Vespisti, con le loro Vespa di ogni epoca e modello, e i Vespa Club, attesi da 48 nazioni, ma tutti gli amanti di Vespa sono invitati alla festa, per condividere il loro amore e la loro passione per il marchio.
IL PROGRAMMA DEGLI EVENTI
Il taglio del nastro e l’apertura del Vespa Village alle 13 di giovedì 25 giugno segneranno l’inizio della kermesse. Seguiranno le presentazioni della Moneta Celebrativa – emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato – e la cerimonia di annullo filatelico di Poste Italiane. Sarà inaugurata quindi la Mostra Fotografica “80 Anni di Vespa” che, curata da Giacomo Bretzel, celebrerà l’evoluzione stilistica del brand e il suo impatto culturale e sociale.
L’animazione sarà di Radio Deejay con musica dal vivo e Dj Molella.
VENERDÌ 26, al Vespa Village sarà in piena attività grazie alle iniziative di Vespa e dei partner. Saranno protagonisti i Vespa Club con Il Campionato Europeo Vespa Rally e il campionato Mondiale di Gimkana. Sul palco di Radio Deejay si alterneranno live performance e il DJ set di Wad.
SABATO 27 GIUGNO si terrà La Grande Parata: in mattinata migliaia di Vespa di ogni
epoca e modello, sfileranno per le vie di Roma, toccando i punti iconici della città. Sarà una festa di colori che attraverserà Roma, un momento spettacolare come mai si è visto nella storia di Vespa. La Caccia al Tesoro al Village e le premiazioni del Vespa World Club dei campionati Sport e Turismo, segneranno il pomeriggio e la serata del sabato.
DOMENICA 28, il Concorso di Eleganza, come da tradizione, sarà uno dei momenti più spettacolari di tutto il programma, con la sfilata dei modelli Vespa più rari e preziosi. La chiusura ufficiale del Village, alle 15 segnerà la fine delle celebrazioni. Come sempre l’animazione di Radio Deejay coprirà tutta la giornata fino alle premiazioni e poi alla chiusura, quando migliaia di Vespisti riprenderanno la via di casa.
LA MOSTRA
Dal 25 al 28 giugno, al Vespa Village al Foro Italico, la mostra “80 Years of
an Icon – The Exhibition” celebra un mito italiano. Il percorso espositivo rilegge otto decenni di storia del mondo, di evoluzioni del costume e della società. Un percorso segnato da immagini che raccontano non soltanto l’evoluzione di un veicolo divenuto icona globale dell’eleganza e della tecnologia italiane, ma la sua capacità di attraversare da protagonista tutti periodi della nostra storia recente.
Scatto dopo scatto, il pubblico è accompagnato in un viaggio attraverso i tanti ruoli interpretati da Vespa: mezzo di trasporto e strumento di libertà, compagna di viaggio e icona di stile, protagonista di avventure straordinarie e simbolo di un modo di vivere che continua a parlare a persone di età e culture diverse. Dalle strade delle città europee ai grandi raid intercontinentali, dai set cinematografici alle copertine delle riviste, Vespa emerge come uno degli oggetti più riconoscibili e influenti della cultura visiva contemporanea.
Così Giacomo Bretzel descrive lo spirito che ha guidato il suo lavoro curatoriale: “Racconto di un Italia che ha percorso tanta strada con la Vespa. Mi sono immerso nella magia dello scooter che fa da ponte tra il passato e il presente, trasformandosi in un’icona senza tempo. Ho voluto svelare, in questa mostra, un viaggio intorno al pianeta con le immagini meravigliose scoperte negli archivi Piaggio e in altre collezioni. Ho fatto poi i miei scatti a un gruppo di giovani nel territorio nei dintorni di Pisa, vicino a Pontedera. Sullo sfondo, che si tratti di strade costiere illuminate da un sole accecante o delle architetture classiche, la Vespa è un diario visivo, teso tra l’esplorazione del mondo e la scoperta del confine sottile tra complicità e indipendenza”.
Il percorso espositivo riunisce immagini provenienti da alcuni dei più importanti archivi italiani e internazionali, a partire dall’Archivio Storico Piaggio di Pontedera, dall’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo, dall’Archivio Storico ENI, dalla Fondazione Pirelli, dalla Fondazione Gala-Salvador Dalí, dal CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, dalla Fondazione Alinari per la Fotografia, dal Civico Archivio Fotografico di Milano, dal Museo Nazionale di Fotografia di Milano-Cinisello Balsamo; e poi ancora da Asterias Productions-Studio Kameni, da Magnin-A, da Magnum Photos, da Gamma-Rapho, da The Jean Pigozzi African Art Collection, da Polka Galerie e da Studio William Klein.
A questo patrimonio si aggiunge una selezione d’autore realizzata grazie alla collaborazione con gallerie e collezioni private di tutto il mondo. Le immagini di grandi fotografi dialogano con gli scatti realizzati da Bretzel, dando vita a un racconto corale che attraversa continenti, linguaggi visivi e generazioni.
I fotografi protagonisti: Paola Agosti, Bruno Barbey, Peter Beard, Dominique Berretty,
Carlo Carlevaro, Mario Cattaneo, Walter Deutz, Robert Emmett Bright, Tam Fagiuoli, Derk Hudson, Ionesco, Marc Gantier, Michel Kameni, Seydou Keïta, Keystone-France, William Klein, Adama Koyaté, Luigi Leoni, Fosco Maraini, Heini Mayr, Gabriele Milani, Johnny Moncada, David McMurry, Alice Moitie, Domingo Nardulli, Toni Nicolini, Claude Nori, Federico Patellani, Pierluigi fotonotizie, Publifoto Milano, Publifoto Roma, Reporters Associés, David Seymour, Malick Sibidé, Studio Villani, Jean-Louis Swiners, Italo Zannier, Paolo Zerbini.
Ad arricchire l’esposizione sarà inoltre una selezione di modelli provenienti dal Museo Piaggio e da prestigiose collezioni private. Saranno esposte Vespa protagoniste di record sportivi e grandi viaggi, esemplari legati alla storia del cinema e del costume, modelli speciali e pezzi di straordinario valore storico, tra cui la Vespa 150 S di produzione spagnola firmata da Salvador Dalí.
Dopo la tappa romana, la mostra “Vespa. 80 Years of an Icon – The Exhibition” approderà al Museo Piaggio di Pontedera, dove resterà aperta al pubblico dal 9 luglio al 7 novembre 2026.
GIACOMO BRETZEL
Fotografo professionista, mosso dalle sue grandi passioni – il ritratto, la cucina, i viaggi, le moto e le auto – Giacomo Bretzel è un fotografo-poeta che ha sempre posseduto lo straordinario talento di catturare momenti e movimenti, l’umanità dispersa in ogni angolo del mondo, contribuendo nel contempo ad alcune delle più grandi riviste del pianeta.
La sua forma d’espressione più alta risiede nella fotografia analogica, perché è lì che si crea davvero la magia di un singolo istante (www.giacomobretzel.com).
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