La nuova collezione di Haute Couture Autunno/Inverno 2025/27 di Christian Dior disegnata dal direttore creativo Jomathan Anderson è un giardino dove prende vita l’arte della scultrice americana Lynda Benglis. Molte delle opere dell’artista nascono da materiali bidimensionali che vengono trasformati, attraverso tecniche di nodo, pieghettatura o modellatura, in oggetti tridimensionali. L’arte dell’alta moda subisce una trasformazione simile: il tessuto assume una forma scultorea, accentuata quando indossato. Jonathan Anderson trae ispirazione da questo legame per esplorare i gesti fisici di pieghe a mano, nodi e drappeggi.
Il rapporto di lunga data dell’artista con la città di Ahmedabad, nello stato del Gujarat, India, si riflette in alcune sue opere. La sua serie Peacock – iniziata alla fine degli anni ’70 e ispirata ai pavoni che ha osservato durante il soggiorno ad Ahmedabad – è espressa attraverso ornamenti floreali dai colori vivaci arricchiti di perle. La ricerca di Jonathan Anderson su questo corpus di opere lo ha portato a interessarsi all’artigianato indiano, e più specificamente alla tradizione chintz del diciottesimo secolo. Questi cotoni finemente intrecciati, solitamente dipinti a mano o stampati a blocchi, ebbero un’influenza profonda e duratura sulle arti decorative europee. Vecchi frammenti di chintz e indiennes, provenienti da un rivenditore specializzato, adornano le borse Petit Dîner così come la mini Lady Dior.
Il paesaggio di Ahmedabad ispira una nuova linea di pensiero per il concetto di “laboratorio di cucito” di Jonathan Anderson: affascinato dall’idea dei contrasti tra ambienti, lo stilista paragona l’abbondanza di questa città con il clima arido e l’aria cristallina di Santa Fe, New Mexico, dove Lynda Benglis ha ancora una casa e uno studio. I motivi floreali della collezione, così come il suo gioco cromatico, evocano questi due paesaggi.
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