Il giardino sartoriale di Thom Browne

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A Palazzo Serbelloni, a Milano, i fiori sbocciano nel seersucker (tessuto finissimo di cotone generalemente a righe), appena annaffiati, gli insetti ronzano, strisciano e svolazzano, mentre il sole splende rovente e soffoca con il suo calore gli ospiti della sfilata di Thom Browne, costretti a ripararsi con gli ombrelli.

La collezione Primavera/Estate 2027 di Thom Browne, marchio controllato dal Gruppo Zegna dal 2018, si svolge tra 400 vasi di fiori in seersucker, un giardino dormiente che si risveglia. Il giardino di Thom richiama la simmetria dei portici neoclassici che circondano Palazzo Serbelloni. Per la prima volta in Italia dal 2008, ospite di Pitti Uomo, Thom presenta un’evoluzione della propria identità, reinterpretata per Milano. Lo stilista americano, tra i più influenti al mondo, è famoso per aver ridefinito la moda maschile con i suoi iconici completi sartoriali, caratterizzati da pantaloni corti, giacche strette e bande tricolori.
La visione dello stilista americano  per il 2027 dei codici distintivi dell’american prep prende vita al ritmo sinuoso e pulsante di “Nomi Song” di Klaus Nomi e Vince Clarke.
La sartorialità classica si alleggerisce attraverso lane fresche a motivo windowpane, seersucker tecnico in nylon, completi in cotone a trama aperta, lane piqué a griglia, cashmere da giacca e plaid madras. cappotti senza maniche con collo balmacaan, blazer a
manica corta e sac jacket impalpabili. costruzioni sfoderate o semi-foderate.
Al grigio, bianco, rosso e blu navy simbolo di Thom si affiancano giallo, verde, rosa e azzurro cielo. silhouette rilassate, ma radicate nelle proporzioni tradizionali.
Sui capi api ricamate si arrampicano su motivi a nido d’ape. Rane saltano tra foglie di ninfea. Applicazioni di grilli e formiche brillano accanto ad ali di libellula e ricami a nido d’ape. Ricami radiali effetto camouflage, lavorazioni in filo bouillon, quadri dipinti a mano e filati sospesi si combinano con intarsi, patchwork e ricami materici. le finiture volutamente consumate rappresentano i cicli stagionali e le generazioni di vita che questi capi
attraverseranno. Questi complessi interventi decorativi trovano equilibrio in dettagli funzionali e nei codici iconici di Thom Browne: bordature tono su tono, fasce sulle maniche, costruzioni shell, maglieria cricket e il caratteristico nastro rosso, bianco e blu.
Materiali sartoriali patchwork e manipolazioni del tessuto evolvono le idee classiche della maison, completate per il 2027 da cappelli boater a tesa ampia rifiniti con nastro gros-grain, veli trasparenti a quadri ispirati agli apicoltori e cravatte in seta a righe regimental.
anche gli strati sottostanti si fanno più leggeri: camicie in popeline con colletti e polsini a contrasto removibili, abbinate a maglieria in cotone sottile.
L’outerwear comprende trench in cordura, parka in nylon con collo funnel, car coat in seersucker tecnico e field jacket tecnologiche. Realizzata in pelle grigia brunita, una giacca moto strutturata aggiunge peso alla collezione, così come una scout jacket in vernice e
la sua gonna coordinata.

I colori vibranti della collezione si dissolvono gradualmente in un bianco trionfante.
Avvolta in un velo di tulle ricamato a mano con perle, la sposa chiude la sfilata, con un abito rigorosamente sartoriale, in cotone swiss dot delineata da profili in gros-grain.

Nel primo trimestre del 2026 Thom Browne ha registrato ricavi per 58,2 milioni di euro. Pur segnando una flessione complessiva del 9,4%, attribuita alla razionalizzazione del canale wholesale, il brand ha messo a segno una crescita a doppia cifra nel retail diretto. Per il futuro, Browne non si sbilancia sulla possibilità di sfilare stabilmente a Milano.

(Riproduzione riservata)

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