“Con Aura, la nostra terza mostra, abbiamo voluto esplorare la capacità della moda e dell’arte di trasformare il nostro sguardo sulla bellezza. Le creazioni di Valentino e i dipinti di Ewa Juszkiewicz, attraverso la materia, il colore, la forma e la metamorfosi, ci invitano a superare ciò che è familiare per scoprire nuove prospettive. È una visione che accompagna da sempre il mio percorso con Valentino e che oggi continua a guidare il lavoro della Fondazione: credere nella bellezza come forza capace di generare cultura, immaginazione e cambiamento”.
La bellezza nascosta nei dipinti di Ewa Juszkiewicz e quella rivelata degli abiti dell’archivio di Valentino Garavani, 38 capolavori di maestria sartoriale, sono in dialogo con i dipinti dell’artista polacca, negli spazi di PM23, sede della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, nella mostra Aura, patrocinata dal Municipio I Roma Centro, in programma dal 18 ottobre al 21 febbraio 2027.
Nel linguaggio creativo di Valentino Garavani, la figura femminile occupa un ruolo centrale: colore, materiali, volumi e movimenti ne esaltano la silhouette, con l’intento di valorizzarne la presenza e lasciare emergere e brillare l’aura di ogni donna.
Ma “Oggi la moda è molto cambiata – afferma Giammetti – e la bellezza è passata in secondo piano. Io sono stato un giovane manager che ha dato spazio alla bellezza, interpretata dalla genialità di Valentino. Ma tra noi c’era un rapporto affettivo. Se avessi lavorato per un’azienda qualsiasi, forse anche sarei stato diverso. Invece io sono stato dietro le quinte, non volevo apparire. Lui era il protagonista. Oggi comandano i manager e mandano via gli stilisti in un assurdo carosello, anche solo dopo un anno, se ci sono cali di fatturato. Io ho dato spazio alla creatività altrui con amore e rispetto e la bellezza l’ho trovata nella genialità di Valentino”.
Nei dipinti di Ewa Juszkiewicz, il ritratto è sottoposto a un processo di metamorfosi. Attingendo alla tradizione europea del ritratto femminile, l’artista trasforma i volti delle sue protagoniste in configurazioni di capelli, tessuti, fiori e altre forme organiche, ridefinendo i codici del ritratto e aprendo l’immagine ad altre possibili interpretazioni.
In entrambi i percorsi creativi, elementi riconoscibili e richiami storici acquisiscono significati inediti, entrando a far parte di nuovi linguaggi visivi e creando punti di connessione tra moda e pittura. La mostra riunisce, oltre ai 38 abiti selezionati dall’archivio della maison Valentino e 26 dipinti di Ewa Juszkiewicz.
Per Aura, Ewa Juszkiewicz ha realizzato un dipinto: A Portrait in Valentino Red, presentato per la prima volta in questa mostra. L’opera trae ispirazione da un abito della collezione Haute Couture Autunno/Inverno 2007–08 di Valentino, nel simbolico rosso Valentino, e ne trasferisce la forza scultorea sulla tela: un intreccio di tessuto rosso, impreziosita da un motivo a foglia di palma, avvolge il volto e ne modifica la percezione. Evocando al tempo stesso una rosa, un fiocco e una forma organica in crescita, riprende e amplia il vocabolario visivo dell’abito, creando una tensione tra ritratto, tessuto e ornamento. “Per il dipinto che ho realizzato appositamente per questa mostra – rivela Ewa Juszkiewicz – ho scelto un abito nel rosso emblematico di Valentino: la sua presenza scultorea e la sua forza visiva hanno immediatamente catturato la mia immaginazione. Mi affascina in particolare la visione della femminilità di Valentino, in equilibrio tra delicatezza e forza, con al centro una donna dalla presenza forte e sicura di sé”.
Valentino Garavani, considerato tra i più influenti couturier della moda del Novecento, ha definito una visione distintiva e senza tempo, caratterizzata da una straordinaria sensibilità per il colore, il materiale, le forme e l’ornamento.
L’artista polacca ha sviluppato un linguaggio visivo fortemente personale attraverso un confronto costante con la storia del ritratto femminile. Il suo lavoro mette in discussione e reinterpreta i codici attraverso i quali la femminilità e la bellezza sono state rappresentate e definite nel corso delle diverse epoche.
Riuniti per Aura, i lavori di Valentino Garavani ed Ewa Juszkiewicz suggeriscono una riflessione sulla metamorfosi come cambiamento di prospettiva, capace di rinnovare l’idea di bellezza.
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