Il volo di Blazy nella storia di Chanel, evoluzione del tailleur

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Nella nuova collezione di Chanel per la Primavera Estate 2027 che sfila nel Grand Palais a Parigi, trasformato in un cielo notturno dove si librano in volo decine di enormi gabbiani, il direttore creativo della maison Matthieu Blazy, compie un viaggio nel tempo, ripercorrendo le varie tappe della vita e della carriera di Gabrielle Chanel.

Il volo degli uccelli sulla passerella di resina che sembra un paesaggio campestre è in realtà una metafora della libertà: la stessa libertà, in nome della quale Madamoiselle Chanel ha voluto liberare le donne dal corsetto, mettendo loro addosso il tailleur con la giacca, che fino ad allora apparteneva soltanto al guardaroba maschile, e perfino i pantaloni.

La libertà che ora Blazy rincorre mescolando tessuti preziosi, introducendo un nuovo tweed elastico, più leggero e malleabile, nuove fantasie animalier effetto tigre e abiti dal taglio couture. Lo stilista toglie le maniche alle giacche che diventano gilet. Rende le gonne trasparenti ma le ricama allover. Fa sfilare tailleur in maglie trasparenti, un cappotto in lurex ricamato con scintillanti pietre rosse, abiti con gonne di tulle effetto tutù da Lago dei cigni.

La rondine, in quanto simbolo di libertà attraversa tutta la collezione, apparendo in gioielli, ricami e bottoni. Attraversa tutta la vita di Chanel, partendo dal debutto di Gabrielle ai suoi ultimi anni, dalla rivelazione della biancheria intima in jersey, fino al tailleur del dopoguerra.
La rondine appariva già nel teaser che anticipava la sfilata, te foto di David Bailey: un’ acconciatura che ricorda un nido, decori scultura in metallo a forma di rondine,i décor piumati, un vero uccellino che si poggia su un mano.

“È una collezione storica – spiega Blazy – che racconta le molteplici vite di Gabrielle Chanel. Proprio come un uccello, ha spiccato il volo e ognuno dei suoi passi l’ha portata verso la libertà”.

(Riproduzione riservata)

 

 

 

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