Mille e una gonna da Prada

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Nella sua nuova collezione disegnata con Raf Simons, Miuccia Prada fa un’ode della gonna, proponendola di una lunghezza che sfiora il ginocchio, coprendolo appena. Insomma di una misura tipicamente “pradiana”, very chic.

Una proposta che sembra cadere “a fagiolo” proprio nei giorni in cui divampa una polemica sulla lunghezza giusta delle gonne delle ragazze serie, come se quelle che portano la minigonna non lo siano. A scatenarla le parole del vicepremier Antonio Tajani, che sul palco di “Itaca”, kermesse organizzata dal vicepresidente del Consiglio Regionale del Lazio Giuseppe Cangemi, ha contrapposto “una ragazza affascinante e appariscente, ma potenzialmente infedele, a una donna da lui ritenuta più affidabile e con “le gonne un po’ più lunghe”, descritta come una futura buona madre di famiglia. In studio, Elsa Fornero ha ricordato la minigonna come “un segno di libertà” e ha criticato le parole del leader di Forza Italia, dicendo: “Alla fine viene sempre fuori il lato maschilista”. Più tardi Tajani a New York a margine dell’Assemblea dell’Onu, si è scusato per le sue parole dicendo che non ha “mai pensato di offendere le donne” e che è stato “frainteso”.

Ma tutta questa discettazione è puramente casuale perchè per Miuccia Prada, regina della moda concettuale, stavolta con la gonna non ha un messaggio politico da veicolare. Non viene intesa come capo simbolo di liberazione. E neppure come elemento basico del guardaroba femminile. In questo caso la gonna è soltanto un oggetto da trasformare in mille varianti, in un esercizio di stile che assomiglia all’anatomia della gonna. E per carità, la sua lunghezza non determina la serietà di chi la indossa, ma solo l’eleganza delle proporzioni.

Con la collezione Prada Primavera/Estate 2027 che ha sfilato nel Deposito della Fondazione Prada, Miuccia Prada e Raf Simons si concentrano sull’analisi di questo singolo indumento, realizzando mille variazioni di modelli, sempre asimmetriche, quasi stortine. In realtà sono 63 outfit. Progettata per la libertà, al tempo stesso autonoma e interdipendente dagli abiti che la circondano, la gonna è una vera e propria ossessione per Prada. La sua silhouette grafica definita, lineare e modernista offre l’unico parametro fisso per la proiezione di idee.

La collezione sceglie di concentrarsi sul linguaggio formale di questa specifica gonna: un esercizio di esplorazione entro parametri rigorosi, la cornice per una creazione senza limiti.
Finalità e uso rappresentano un linguaggio estetico proprio di Prada. Il velcro in colorazioni a contrasto può essere utilizzato come base per i ricami in cristalli, senza perdere l’intrinseca funzione di elemento di chiusura, che permette alle gonne di adattarsi, modellarsi, cambiare forma ed effetto visivo con le decorazioni di volta in volta svelate o nascoste. I grandi bottoni a pressione in metallo sono impreziositi da gioielli, mentre la componente interna in crinolina diventa uno strato decorativo o un guscio protettivo.
I materiali trasformano direttamente la percezione, sfidando e sovvertendo il linguaggio
formale consolidato. I tessuti industriali – ciré matt, Re-Nylon – sono illogicamente declinati in plissé, il cotone viene trattato per somigliare alla pelle o al camoscio. Le gonne gioiello ricreano un pizzo guipure in cristallo, mentre sul cotone e sui tessuti sintetici compaiono semplici e innocenti stampe floreali. Una gonna plissettata si sviluppa oltre il corpo, il tessuto libero viene tenuto in mano, ridefinendo il gesto. Gli strati evocano una dinamica di rivelazione.
Analogamente, la nostra percezione di un capo può cambiare in virtù del contrasto che genera con gli altri. Una gonna può diventare un elemento astratto, il frammento di un tutto, stabilendo un rapporto mutevole con i capi a cui si accosta: un maglione, una camicia, un bra top, possono suggerire letture alternative dell’insieme.
Qui, la bellezza intrinseca risiede nell’osservazione di ciò che è familiare, nel chiedersi quante forme possa assumere una cosa conosciuta, quante diverse possibilità racchiuda al suo interno.
Tra gli ospiti, Naomi Ackie, Bo Bragason, CHISA (XG), Alexa Chung, Charli D’Amelio, Thomas Demand, Theaster Gates, Luca Guadagnino, Jeff Koons, Rudy Mancuso, Camila Mendes, Benedetta Porcaroli, Sana, Uma Thurman, Francesco Vezzoli, Thomas Vinterberg, Lulu Wang, Naomi Watts, Michelle Williams e Li Xian.

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