In attesa che arrivi Dario Vitale, nuovo direttore creativo della linea Emporio Armani e degli accessori, l’ultima collezione di Emporio disegnata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, non viene presentata con la classica sfilata, ma come una sorta di mostra, una presentazione muta degli abiti addosso ai manichini.
Tracce del tempo, così viene intitolata la collezione esposta al pubblico nel Teatro Armani di Tadao Ando. Il tempo come scrittura materica, che plasma le superfici; che lascia tracce, altera colori, ammorbidisce contorni; che attraversa le cose non necessariamente per invecchiarle, ma per mutarne l’aspetto.
Emporio Armani è da sempre un guardaroba in movimento, un contenitore, un luogo di scambio in cui maschile e femminile, formale e informale, convivono senza gerarchie. È anche un guardaroba che privilegia la personalità e l’espressività di chi lo indossa. Questa stagione, però, il tempo entra nell’equazione, ma da una diversa prospettiva: per agire direttamente sulla materia, dando nuovi significati alle silhouette fluide, alle giacche esatte, al tailoring liquido.
È un tempo minerale quello di questa collezione disegnata da Silvana Armani e Leo Dell’Orco, presentate ancora una volta insieme: lo catturano i cristalli di sale che sono insieme trattamento e ricamo. Sale che conserva e corrode, che decora e consuma. Acidature e tinture a freddo rendono il colore irregolare; il lino riproduce a trompe-l’œil le superfici di capi usurati; il seersucker si svuota e accartoccia, il velluto laserato si screzia; le organze sovrappongono trasparenze e riflessi. Tutto porta un segno che ha spessore e memoria. Tutto fluttua, mantenendo però fermezza e struttura.
La leggerezza definisce il guardaroba, maschile e femminile. Lini, sete impalpabili, tessuti da camiceria, viscose e jersey costruiscono forme senza peso. Le giacche perdono struttura, o sono percorse da lembi e nodi; i pantaloni si fanno vaporosi, le maglie richiamano l’intimo. Tocchi di lurex e superfici acquatiche interrompono l’opacità tattile del racconto. Come il tempo mescola le cose, così i codici si mescolano. Tailoring e trasparenza, giacche e piccoli gilet, ampi pantaloni e top essenziali passano dal maschile al femminile e viceversa. Il movimento cromatico predilige i neutri irregolari e culmina nel nero.
Completano i look grandi borse, pantofole di corda o tessuto, e a volte piccoli copricapo.
(Riproduzione riservata)

