In occasione della Festival del Cinema di Roma, una mostra in Via Veneto punta i riflettori sui guanti, accessori un tempo indispensabili nel guardaroba femminile di una vera signora, oggi meno utilizzati, oppure indossati in occasioni da red carpet, altrimenti quando incombono temperature invernali.
Ideatrice e curatrice della mostra, che espone 30 paia di guanti vintage, ispirati a quelli delle dive del cinema, è Elisabetta Calò, presidente dell’Associazione Commercianti di Via Veneto. “Ho pensato di rendere omaggio all’archivio di guanti della mia famiglia – rivela – proprio in concomitanza al Festival del Cinema di Roma, perché molti di questi accessori custoditi da me gelosamente, erano stati realizzati per dive del cinema come Audrey Hepburn e Marylin Monroe. Vorrei fosse notata la raffinatezza di certi ricami su pelle e la delicatezza dei tessuti”.
La leggenda racconta che Venere, camminando lungo la riva del mare, si ferì un dito con il bordo di una conchiglia. Le ninfe fasciarono la ferita e avvolsero le mani di Venere con nastri di lino. Da quel gesto di protezione sarebbero nati i guanti, divenuti in seguito un accessorio femminile emblema di grazia, e per gli uomini sinonimo di signorilità.
La mostra nasce in Via Veneto perchè negli anni Cinquanta, com’è risaputo, Via Veneto divenne un palcoscenico a cielo aperto delle passerelle dei più grandi divi del cinema dell’epoca, inseguiti dai flash dei paparazzi in ogni angolo della strada, tra grandi alberghi, bar e ristoranti. Il film-cult di Federico Fellini “La Dolce Vita consacrò quest’epoca, certe immagini, la città di Roma e la sua Via Veneto, consegnando entrambi alla storia del cinema e del costume.
Nel cinema ogni dettaglio può diventare narrazione: un cappello, una borsa, un paio di guanti possono definire e caratterizzare i personaggi. Ma questi speciali accessori hanno due qualità: possono nascondere o rivelare nella stessa misura. Per questo sono associati a grandi personaggi femminili del cinema: donne seducenti, sofisticate, misteriose. Attraverso il cinema i guanti sono diventati parte del costume di un’epoca.
Nel cinema muto diventano codice visivo: accompagnano i gesti, sottolineano le emozioni, raccontano senza parole il carattere dei personaggi. Con il cinema americano del dopo-guerra, i guanti diventano sinonimo di glamour. E’ Rita Hayworth nei panni di Gilda, la fulva diva detta L’Atomica, ha trasformare i guanti in simbolo di seduzione. Con l’arrivo di Grace Kelly negli anni Cinquanta i guanti rappresenteranno l’eleganza aristocratica.
Mentre con Audrey Hepburn nei panni di Cenerentola a Parigi nel 1957, i lunghi guanti vengono coordinati ad abiti e mantelli, diventando parte integrante del look. Nel 1961, Audrey nei panni di Holly, nel mitico cult movie Colazione da Tiffany, indossa un tubino di Givenchy lungo e nero, divenuto iconico, e lunghi guanti neri, consegnando quell’immagine femminile all’eternità della storia del cinema.
Qualche decennio dopo, nel 1990, i guanti bianchi lunghi oltre il gomito portati da Julia Robert in Pretty Woman, accompagneranno la trasformazione di Vivian.
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