Veronica Leoni esplora il minimalismo americano di Calvin Klein

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Con la nuova collezione Calvin Klein Collection per la Primavera 2027, che ha sfilato nel Terminal Warehouse di New York City, la direttrice creativa Veronica Leoni prosegue la sua esplorazione del minimalismo americano.
“Il minimalismo americano era una disciplina della sottrazione – spiega la stilista – eliminare tutto ciò che non sostiene l’opera, finché non rimane soltanto ciò che è necessario”. Che poi, “la sottrazione”, l’eliminare gli orpelli, è stata una regola fondante dello stile di Coco Chanel, come lo è stata per Giorgio Armani. E se proprio la vogliamo dire tutta, la frase “Less is more”, venne detta dall’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe, importante figura del movimento modernista. Questo principio di semplicità e essenzialità è stato adottato non solo nell’architettura, ma anche in vari campi come il design e la comunicazione, dove la funzionalità e l’essenzialità sono valorizzate. “Calvin partiva da questo principio – incalza Leoni – e lo orientava verso il corpo. Io lo rivolgo alla donna che vive dentro quel corpo. Il mio minimalismo comincia da lì, dalla relazione tra il dee il corpo, senza nulla in mezzo. Togliere tutto. Ciò che rimane è il desiderio”.
La Collection nasce dai capi fondamentali della maison — il cappotto, la camicia, i completi sartoriali, i pantaloni, la gonna a matita, la sottoveste — reinterpretati attraverso proporzioni più lunghe e affusolate oppure segnate in vita. L’abito sartoriale è sottile e definito, realizzato in cotone e lana leggera: un completo in cotone a tre bottoni, slim ma con la comodità di una T-shirt, e una giacca dalle spalle più ampie, pensata per essere indossata a strati. Gli abiti sottoveste e gli abiti T-shirt sono reinterpretati come lunghi abiti da sera tagliati in sbieco. T-shirt in maglia di seta extra-fine e maglie da baseball in seta cady color-blocking esprimono il linguaggio dell’abbigliamento sportivo americano della Collezione, insieme a denim, pelle, suede tagliato al laser e delicati accenni di lingerie, che completano la collezione.

La palette attraversa una molteplicità di bianchi e neri, accompagnati da scarlatto, giallo brillante, blu royal, rosso ciliegia e un delicato color citron. A completarla, un motivo check tratto e ispirato al guardaroba di Georgia O’Keeffe.
Gli accessori sono definiti da funzionalità e praticità. Fasce metalliche fermano i capelli. Le sciarpe cadono morbide e si assottigliano in una punta. Le borse aumentano di proporzione, con forme eleganti e strutturate oppure morbide e destrutturate, insieme a una nuova silhouette triangolare, simile all’origami.
La sfilata si è svolta al Terminal Warehouse, il magazzino in mattoni che occupa un intero isolato, costruito nel 1891 su progetto di George B. Mallory e oggi considerato un punto di riferimento dell’architettura industriale newyorkese. All’interno, tre sculture a pavimento di Walter De Maria sono state disposte lungo la passerella, permettendo al pubblico e alle modelle di attraversare lo spazio. La colonna sonora, curata da Kid Harpoon, vede la partecipazione di Laurie Anderson e Solange, inserite in una partitura composta da figure sonore sostenute e ripetitive.
Tra gli ospiti che hanno partecipato alla sfilata: Pamela Anderson, Gemma Chan, Katie Holmes, Jason Bard Yarmosky, Lila Moss, Jose Alvarado, Marcus e Iris Ericsson.

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