La mostra di John Galliano al Met CANCELLATA dopo le polemiche

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Ecco invece la notizia che annulla i buoni propositi di scrivere solo belle news per concedersi un rientro dalle vacanze all’insegna della leggerezza.

Dopo una serie di polemiche e di attacchi della stampa e non solo, John Galliano ha annunciato sulla sua pagina Instagram, di aver annullato, di comune accordo con i vertici del Met, la mostra che lo avrebbe celebrato come il più grande stilista del secolo della moda, proprio nel grande museo di New York.

“Dopo molte riflessioni e discussioni con tutte le persone coinvolte, ho deciso, con grande tristezza – scrive Galliano su Instagram – che la scelta migliore sia che la mostra non abbia luogo in questo momento”. Quindi l’esposizione “John Galliano: Horizons”, prevista per la prossima primavera al Metropolitan Museum of Art, non si farà.

Il motivo principale della rinuncia è da attribuirsi al grave episodio del 2011 che costò a Galliano la direzione creativa di Dior (Gruppo Lvmh), maison che ha diretto magistralmente dal 1996 al 2011, appunto. Galliano, ubriaco e alterato dall’alcol aveva insultato una coppia di giovani ebrei in un bar. A causa del fatto, non solo Galiano venne repentinamente licenziamento dalla maison Dior, ma venne anche isolato per qualche anno dal mondo della moda, condannato da un tribunale francese per un reato di odio a sfondo antisemita.

Solo Renzo Rosso ebbe il coraggio di contattarlo dopo qualche anno per affidargli la direzione creativa di Maison Margiela (marchio del suo Gruppo OTB), che, con lo stilista inglese toccò per dieci anni vette altissime, dal 2014 al 2024.

Va detto però, che l’increscioso fatto del 2011 sarebbe stato affrontato all’interno del percorso espositivo della mostra al Met, come spiegato dai responsabili dell’istituzione museale, poichè al Met erano consapevoli che la mostra avrebbe potuto suscitare reazioni negative. Ma non fino a questo punto. Infatti, per essere sicuri prima di dare il via libera all’esposizione, Galliano aveva parlato con alcuni esponenti della comunità ebraica in occasione di incontri organizzati in parte della potente Anna Wintour, da sempre amica e sostenitrice dello stilista, e da Andrew Bolton, curatore del Costume Institute. Era fatta. L’inaugurazione della mostra era prevista per il 3 maggio, primo lunedì del mese, come sempre avviene al Met. L’evento, curato dalla Wintour, direttrice editoriale globale di Vogue e membro del consiglio di amministrazione del Met, sarebbe coinciso proprio con lo Yom HaShoah, Giorno della Memoria dell’Olocausto e dell’Eroismo.

Ma evidentemente il grave momento di tensioni internazionali e di guerre in medio oriente hanno destato le critiche che hanno portato alla cancellazione dell’evento. Gli attacchi a Galliano erano arrivati dal Consiglio Comunale di New York, da alcuni importanti esponenti della comunità ebraica, da donatori del museo e da parte della stampa. Il New York Times aveva titolato un articolo firmato da Dana Thomas, autrice tra l’altro della biografia ‘Gods and Kings: The Rise and Fall of Alexander McQueen and John Galliano’: “Il Metropolitan Museum of Art sta commettendo un errore gravissimo”. Galliano, ha scritto la Thomas £era noto per i suoi atteggiamenti verbalmente aggressivi verso dipendenti, amici e perfetti sconosciuti. Parlava male di chiunque gravitasse nella sua orbita”.

Così il povero Galliano ha scritto su Instagram: “Mi assumo la piena responsabilità del dolore causato dalle mie parole in passato, in particolare per la ferita inferta alle comunità ebraica e asiatica, e sono profondamente dispiaciuto. Consapevole che una reale riparazione non si ottiene attraverso una mostra, un riconoscimento istituzionale o un singolo gesto pubblico. Si tratta di una responsabilità continua, che si dimostra nel tempo attraverso l’ascolto, l’apprendimento e la propria condotta. Riconosco e rispetto inoltre il fatto che una mostra volta a celebrare il mio lavoro sarebbe dolorosa per alcuni”, ha continuato il designer inglese ringraziando il Met, il direttore del museo Max Hollein, Bolton, Wintour e “tutti coloro che mi hanno guidato, sostenuto e accompagnato in questi quindici anni di sobrietà e di recupero dall’alcolismo e dalla dipendenza”.
“Dopo approfondite discussioni con John Galliano – ha dichiarato Max Hollain direttore del Met – abbiamo deciso di comune accordo di non procedere con la mostra”. “La decisione di John di non tenere in questo momento la mostra dedicata al suo lavoro è molto coraggiosa e testimonia il valore della persona che è – ha detto la Wintour -. Ritengo che sia la decisione giusta e sia lui che il museo hanno il mio pieno sostegno”. La celebre editor in chief giorni fa aveva dichiarato: “Non c’è nessuno che meriti una mostra di questa portata più di John Galliano. La sua carriera non è definita da un singolo momento”.
Tuttavia, la brusca retromarcia del Met ha suscitato aspre critiche su Variety per “la scarsa lungimiranza dimostrata da figure chiave come Andrew Bolton e Anna Wintour. Al contrario, questo dietrofront, avvenuto sulla scia di forti pressioni esterne, non fa che confermare i dubbi sulla capacità della mostra di presentare l’opera di Galliano con onestà intellettuale e la necessaria complessità di analisi. Se i principali protagonisti avessero davvero creduto nel valore e nella validità della mostra su Galliano, il Costume Institute avrebbe potuto difendere le proprie scelte e lasciare che il risultato finale parlasse da sé. Il fatto che ciò non sia accaduto suggerisce che, in fondo, non ci abbiano mai creduto davver””.
Il Met ha quindi comunicato che le informazioni sulla nuova mostra primaverile del Costume Institute e sul Met Gala del 2027 “saranno annunciate in un secondo momento”.

Intanto sale l’attesa di vedere tra qualche settimana la nuova collezione di Zara firmata da Galliano nella su prima collaborazione con il marchio del gruppo Inditex, per cui disegnarà collezioni stagionali per i prossimi due anni.

(Riproduzione rtiservata)

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