Storia del MET Gala, da raccolta fondi per il Costume Institute ad apoteosi dello sfarzo

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Il Met Gala, quella che ormai è considerata la sfilata annuale delle celebrities che gareggiano nella stravaganza e nella opulenza delle loro mises, non è un evento nato ieri. E’ stato istituito addirittura nel 1948 dalla giornalista di moda Eleanor Lambert, come una raccolta di fondi per l’appena nato Costume Institute, a celebrare l’apertura della sua mostra annuale.

Il primo Gala comprendeva una cena e i biglietti costavano 50 dollari ciascuno. Nei primi decenni della sua esistenza, il Gala è stato semplicemente una delle tante raccolte fondi annuali, per le organizzazioni di beneficenza di New York. Di conseguenza, i partecipanti dei primi Gala erano quasi interamente membri dell’alta società di New York o dell’industria della moda della città. Dal 1948 al 1971, l’evento si tenne in vari luoghi di Manhattan, tra cui il Waldorf Astoria, Central Park e la Rainbow Room.

Quando Diana Vreeland divenne consulente del Costume Institute nel 1972, il Gala iniziò ad evolversi verso una direzione più glamour, anche se era ancora rivolta ai membri dell’alta società. La manifestazione ha iniziato a diventare una serata di alto profilo riservata a celebrità come Elizabeth Taylor, Andy Warhol, Bianca Jagger, Diana Ross, Elton John, Liza Minnelli, Madonna e Cher, che si mescolavano con l’élite della città. Con Diana Vreeland, il Gala si è spostato per la prima volta al Met e sono stati introdotti i temi da seguire per gli outfit dell’evento.

Così il Met Gala è diventato tra gli appuntamenti più importanti ed esclusivi del mondo. È anche una delle più grandi serate di raccolta fondi a New York, con 9 milioni di dollari raccolti nel 2013, 12 milioni l’anno successivo, per poi salire a 17,4 milioni di dollari nel 2022. Il Met Gala è una delle più importanti fonti di finanziamento per il Costume Institute, con contributi totali che superano i 200 milioni di dollari per la prima volta dopo l’evento del 2019. L’anno scorso la serata ha raccolto la somma record di oltre 31 milioni di dollari.
La lista di ospiti di Anna Wintour, alla direzione dell’istituto dal 1995, è aumentata fino a includere celebrità provenienti da tutto il mondo della moda, dello spettacolo, degli affari, dello sport e della politica, che potrebbero poi ritrovarsi tra le pagine e le copertine di Vogue.

Quest’anno il Met Gala stato sponsorizzato dal fondatore di Amazon Jeff Bezos e da sua moglie, l’ex giornalista Lauren Sánchez Bezos. In realtà non si sa quanto abbiano donato davvero i Bezos, nominati co-presidenti onorari dell’evento assieme alla Wintour, a Beyoncé, Nicole Kidman e Venus Williams.

Ma l’evento è diventato come mai prima il simbolo del privilegio dei super ricchi, tanto da aver scatenato anche delle proteste clamorose, come quella dell’organizzazione britannica “Everyone Hates Elon”, che per denunciare il «trattamento riservato da Amazon ai propri lavoratori”, che hanno riferito di essere costretti a urinare in bottiglie perché non viene loro concesso il tempo per andare in bagno, hanno fatto trovare disseminate nel MET 300 bottiglie di finto champagne, riempite invece di pipi, con l’invito a boicottare Besos.
I biglietti per la cena sono costati 100mila dollari a testa, 350mila per un tavolo. Ma gli ospiti hanno pagato tutti per essere immortalati su red carpet all’ingresso del museo in look a tema, che quest’anno era “La moda è arte”, ispirata alla prossima mostra del Met “Costume Art”, che abbina circa 200 oggetti d’arte a 200 capi d’abbigliamento.

Ma, mentre nel mondo divampano a ogni latitudine guerre ingiuste e sopraffazione dei più forti contro i più deboli, mentre il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più una voragine incolmabile, noi di arte, nei look del Met Gala, onestamente, ne abbiamo vista davvero poca.

                                     (Riproduzione riservata)

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