La nuova Calvin Klein Collection Fall 2026 disegnata da Veronica Leoni ha sfilato nella grande sala a The Shed, a Hudson Yards, nell’ambito della New York Fashion Week, mostrando come la sartorialità giochi un ruolo essenziale nello stile del marchio americano, che nel tempo ha fatto dell’essenzialità la sua cifra stilistica.
I best look della nuova collezione puntano infatti a un tailoring netto, deciso, a silhouette geometriche, scolpite addosso come una seconda pelle, a palette neutre e quell’estetica minimal che definisce il brand, oggi ancora più contemporanea.
In passerella hanno sfilato quindi cappotti scultorei, completi essenziali, outfit costruito con precisione. Nessun eccesso, solo carattere. La collezione disegnata da Veronica Leoni esplora l’eleganza edonistica al centro del brand, nato proprio nel periodo dell'”Edonismo Reganiano”, espressione nata in Italia a metà anni Ottanta, che indica il passaggio dall’impegno politico al culto del privato, lusso, estetica e consumismo, ispirato dal neoliberismo del presidente degli Stati Uniti in quell’epoca, Ronald Reagan (in carica dal 1981 al 1989): il culto del corpo, la soddisfazione nell’accentuarne la perfezione e la ricerca ossessiva della bellezza.
Veronica Leoni adotta un approccio essenziale in cui un senso amplificato di precisione intensifica il dialogo tra l’abito e il corpo.
“Questa stagione nasce da un’indagine sulla forte storia iconografica di Calvin Klein e da un’esplorazione rigorosa di forma, artigianalità e semplificazione significativa” ha detto la direttrice creativa. “Ho voluto rendere più essenziale la mia espressione di eleganza e stile, nello spirito di come il brand la definiva tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, con un’intimità e un’attenzione alla forma e al corpo tali da evocare un senso di empowerment e indulgence distintamente Calvin Klein”.
In pedana si alternano completi sartoriali, trench, blouson, cappotti e abiti abbinati a décolleté con tacco, scarpe basse, stivali, clutch e duffle bag, assieme a guanti tono su tono. Il denim è protagonista attraverso un’interpretazione del denim d’archivio del 1976, il primo mai presentato sulla passerella Calvin Klein: un completo total denim indossato sotto cappotti sottili e l’originale logo manoscritto ricamato su una giacca aviator e su un trench a quadri.
Attraverso le diverse proposte, la silhouette è slanciata e lineare. La silhouette è slim e precisa, con sorprendenti aperture sulla schiena e dettagli senza maniche, crea tensione, mentre alcuni abiti presentano retro essenziali che rivelano le strutture interne. I colletti bianchi emergono con forza, mentre quelli biker aggiungono un tocco ruvido. I colli in shearling suggeriscono grandiosità prima di ampliarsi sulle spalle del cappotto. Texture e colore definiscono uno scenario urbano fatto di neutri e tonalità attenuate, occasionalmente illuminato da accenti di tangerine o borgogna.
I tessuti spaziano dalle lane secche da sartoria al jersey a coste, dal velluto liquido al satin bonded, fino ai cotoni, al gros-grain e alle pelli spazzolate, opache e trasparenti.
Nel parterre avvistati Jennie, Dakota Johnson, Brooke Shields, Lily Collins, Grace van Patten, Jackson White, Jodie Turner-Smith, François Arnaud, Milk Pansa, Mark Ronson, Grace Gummer, Alexa Chung, Francesca Scorsese e altri ancora.
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