In occasione del Fuorisalone 2026, Gucci presenta Gucci Memoria, una mostra immersiva curata dal direttore creativo Demna Gasvalia negli spazi dei Chiostri di San Simpliciano a Milano. Concepite come una narrazione continua, le installazioni ripercorrono i 105 anni di storia della maison, riflettendone l’identità in evoluzione pur rimanendo ancorate alle sue origini fiorentine.
Distribuita negli spazi del chiostro, la mostra riunisce una serie di installazioni che spaziano dagli arazzi a un ambiente botanico ispirato al motivo Flora, fino a elementi interattivi, tra cui distributori automatici progettati su misura. Nel loro insieme, questi elementi danno vita a una scenografia stratificata in cui diversi linguaggi espressivi entrano in dialogo.
Al centro di Gucci Memoria si trova un ciclo di dodici arazzi, concepiti come una cronaca visiva della maison. Radicati in una tradizione artigianale storicamente legata a Firenze, ciascun arazzo traduce un momento significativo della storia di Gucci in una composizione ricca e articolata. A partire dagli anni formativi di Guccio Gucci a Londra nell’hotel The Savoy, la serie ripercorre la fondazione della prima bottega fiorentina, la definizione dell’identità visiva della maison e la sua affermazione come simbolo internazionale del lusso.
Le scene successive riflettono le principali epoche creative, dall’emergere di design iconici come le borse Jackie 1961 e Bamboo 1947 fino alle visioni distintive dei direttori creativi che si sono succeduti, tra cui Tom Ford, Frida Giannini, Alessandro Michele e Sabato De Sarno. La narrazione culmina nel presente, con gli ultimi arazzi che inquadrano la direzione attuale della maison sotto Demna, chiudendo idealmente il cerchio all’interno dello studio, dove convergono artigianalità, sperimentazione e creazione collettiva.
Ogni arazzo si articola attraverso variazioni di composizione, colore e atmosfera, passando da origini mitologizzate a reinterpretazioni contemporanee. Figure, simboli e paesaggi evolvono lungo la sequenza, costruendo un linguaggio visivo che riflette la continua trasformazione di Gucci.
Nel chiostro grande, un’installazione botanica presenta fiori stagionali appositamente coltivati e ispirati all’iconico motivo Flora della maison, ampliando l’esplorazione dei temi della memoria e della reinvenzione.
Nel chiostro piccolo, una serie di distributori automatici progettati su misura introduce una dimensione interattiva. Distribuendo bevande in lattina create da Gucci Giardino, il caffè e cocktail bar della maison situato in Piazza della Signoria a Firenze, l’installazione si ispira agli archetipi de La Famiglia, un insieme di personaggi che incarnano diverse sfaccettature dell’identità Gucci. Ogni bevanda, distribuita casualmente, corrisponde a una personalità distinta, tra cui Fashion Icon, Drama Queen, Super Incazzata e Mega Pesantone.
In parallelo a Gucci Memoria, una selezione di borse e accessori con motivo Flora sarà introdotta a Milano attraverso un pre-lancio dedicato in quattro boutique Gucci — Via Montenapoleone, Galleria, Rinascente e Malpensa — a partire dal 16 aprile, per poi essere distribuita più ampiamente. La selezione include i modelli Giglio e Jackie 1961, entrambi caratterizzati dal motivo Flora.
ARAZZI
LE ORIGINI – Il primo arazzo ci riporta a un tempo precedente alla nascita della maison. Al centro della scena, un giovane Guccio Gucci in uniforme da facchino rievoca la sua esperienza londinese presso l’hotel The Savoy. È qui che si collocano le prime ispirazioni che porteranno alla creazione del marchio di valigeria Gucci.
LA NASCITA DELLA MAISON– Nel secondo episodio, l’osservazione si traduce in forma: artigiani al lavoro
nella prima bottega Gucci in Lungarno Guicciardini, a Firenze. Tra strumenti e pellami, la visione di Gucci prende vita sullo sfondo della città toscana. La mitologia della maison si definisce nel 1955 con la registrazione ufficiale dello stemma Gucci, qui rappresentato come uno schizzo su tela.
UNA CRESCITA RIGOGLIOSA – Il terzo arazzo raffigura la trasformazione di Gucci da bottega familiare a maison internazionale amata dal jet set e da Hollywood. Lo stemma Gucci si trasforma in un cavaliere in armatura dorata, mentre paesaggi toscani incorniciano la scena, evocando le radici e l’espansione globale.
MOMENTI FONDANTI – Il quarto episodio rilegge gli anni Sessanta, segnati dall’introduzione della borsa Jackie 1961 e dall’ingresso nel prêt-à-porter. La maison afferma un’estetica elegante e al contempo proiettata verso il futuro.
IL PESO DEL SUCCESSO – Il quinto arazzo racconta l’espansione degli anni Settanta e Ottanta, segnata anche da tensioni familiari tra Aldo, Rodolfo e Vasco Gucci. Le aperture di boutique si moltiplicano, culminando con la Gucci Galleria di New York.
UN NUOVO INIZIO – Il sesto arazzo segna una nuova fase con Maurizio Gucci e la nomina di Dawn Mello come prima direttrice creativa (1989–1994). Tra tessuti e fili, emerge la borsa Bamboo 1947, simbolo iconico della Maison.
UNA MAISON RINATA – Il settimo arazzo introduce l’era di Tom Ford (1994–2004), con una figura centrale che indossa un look iconico del periodo.
GLAMOUR ED ELEGANZA – L’ottava scena reinterpreta il motivo Flora in chiave contemporanea durante la direzione creativa di Frida Giannini (2004–2015).
L’EPOCA DEL TUTTO – Il nono arazzo esplora l’universo visionario di Alessandro Michele (2015–2022), rappresentato in un giardino mitologico.
ROSSO ANCORA – Il decimo episodio è dominato dal Rosso Ancora, simbolo dell’era di Sabato De Sarno (2023–2025), caratterizzata da un tono più intimo e misurato.
LA FAMIGLIA – Il penultimo arazzo presenta i look della collezione La Famiglia, reinterpretati come statue sotto un cielo limpido, segnando un nuovo capitolo sotto Demna.
WORK IN PROGRESS – L’ultimo arazzo riporta lo sguardo nello studio Gucci, dove Demna e il suo team lavorano insieme, evidenziando il processo creativo e il dialogo tra tradizione e contemporaneità.
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