Caravaggio Forever, a Palazzo Bonaparte le opere di Marco Tamburro ispirate all’artista

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Dal 16 luglio al 23 agosto, a Palazzo Bonaparte, a Roma, si potranno ammirare quaranta opere inedite di Marco Tamburro dedicate e ispirate a Caravaggio. La pittura contemporanea incontra la classicità e reinterpreta in chiave attuale il maestro che ha cambiato per sempre il modo di rappresentare la realtà. Due epoche, due linguaggi, un’unica urgenza: dare forma alla verità dell’uomo. Da questo dialogo nasce Caravaggio Forever, il progetto con cui Marco Tamburro rende omaggio al genio del seicento attraverso una ricerca profondamente contemporanea.
Oltre quaranta lavori dell’artista, un percorso immersivo e una selezione di documenti dedicati a Michelangelo Merisi da Caravaggio danno vita a una mostra che mette in dialogo la pittura contemporanea con uno dei più grandi rivoluzionari della storia dell’arte.
Curata da Giulia Silvia Ghia, la mostra parte da una domanda semplice: che cosa significa oggi guardare il mondo con lo stesso coraggio con cui Caravaggio cambiò la pittura oltre quattro secoli fa? La risposta di Marco Tamburro non passa dalla citazione o dall’imitazione. Le sue opere non riprendono i dipinti del maestro, ma ne condividono lo sguardo: diretto, intenso, capace di raccontare la realtà senza idealizzarla, restituendone le tensioni, la fragilità e l’umanità.
Come Caravaggio trasformò uomini e donne del suo tempo nei protagonisti della pittura, così Tamburro racconta l’uomo contemporaneo. Le sue tele parlano di città, periferie, inquietudini, relazioni, fragilità e speranze. Un linguaggio essenziale e potente che, attraverso forti contrasti, luci, ombre e una grande forza narrativa, invita a osservare il presente con occhi nuovi.
Più che un confronto tra due artisti separati da quattro secoli, la mostra propone un dialogo tra due modi di osservare il mondo, accomunati dalla necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.
Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso. È la città in cui Caravaggio rivoluzionò la storia della pittura ed è la città in cui Marco Tamburro vive e sviluppa la propria ricerca artistica. Qui passato e presente s’incontrano, dimostrando come l’arte continui a parlare a ogni generazione. Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso oltre quaranta opere che costruiscono un’esperienza narrativa e immersiva. L’esposizione è accompagnata da un documentario di Giovanni Storaro, dedicato alla figura e al percorso artistico di Marco Tamburro. Inoltre, ad arricchire il racconto, una selezione di documenti dedicati alla vita di Caravaggio e alle committenze che ne hanno accompagnato l’attività artistica che raccontano non solo la vicenda umana del Merisi, ma anche il sistema di relazioni, committenze e mecenatismo che ne rese possibili la rivoluzione artistica. Un focus che offre al visitatore una chiave di lettura storica capace di completare e approfondire il dialogo tra il maestro del Seicento e la ricerca contemporanea di Marco Tamburro.
Pittura e storia s’intrecciano così in un’esperienza che supera la tradizionale visita museale e invita il pubblico a riflettere sul potere dell’arte di attraversare il tempo.
In Caravaggio Forever, Caravaggio non è un modello da copiare, ma una presenza viva. Un artista che, a oltre quattro secoli di distanza, continua a dialogare con il presente attraverso lo sguardo di Marco Tamburro.
Arthemisia, che ha prodotto la mostra, prosegue nel solco avviato ormai da qualche anno di scoperta e indagine sugli artisti contemporanei, alternando la grande arte classica e moderna a quella più attuale, consentendo al pubblico di Palazzo Bonaparte di confrontarsi anche con le sensibilità più forti del nostro tempo.
L’ingresso alla mostra è gratuito. Con il patrocinio del Ministero per gli Affari esteri ed europei di Malta, dell’ambasciata di Malta in
Italia e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, con il contributo di SIAE – Società italiana degli Autori ed Editori, con la partecipazione del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, Archivio di Stato di Roma, Fondazione Banco di Napoli e GAMM – Museo delle Opere Interattive di Roma ed è a cura di Giulia Silvia Ghia con la direzione artistica di Marco Tamburro.
Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
La mostra vede come sponsor Engel & Völkers e media partner Urban Vision.
Il catalogo è edito da Moebius.
Marco Tamburro (Perugia, 1974) vive e lavora a Roma. Dopo il diploma in Architettura e Arredamento all’Istituto d’Arte di Perugia, prosegue la propria formazione all’Accademia di Belle Arti di Brera e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Roma. La sua ricerca pone al centro la condizione umana, le trasformazioni della società contemporanea e il rapporto tra individuo e ambiente urbano, sviluppando un linguaggio pittorico riconoscibile per intensità espressiva e forza narrativa.
Nel 2019 fonda a Roma Factory Studio 8, spazio dedicato alla produzione artistica e allo scambio internazionale. Le sue opere sono state presentate in importanti musei e istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Museo Civico di Palazzo della Penna di Perugia, Palazzo Medici Riccardi di Firenze, il MAXXI e il MACRO di Roma, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, il Museo dell’Ermitage di San
Pietroburgo, Castel dl’Ovo di Napoli, la Biennale di Venezia, la Black Square Gallery di Miami e la Galerie an der Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera.
LA MOSTRA
Prima sezione – Il desiderio e la caduta. La mostra si apre con una riflessione sul desiderio, sulla fragilità e sulla perdita dell’innocenza.
Attraverso il confronto con alcune opere giovanili di Caravaggio (in mostra riprodotte con delle miniature), Marco Tamburro indaga le tensioni dell’esistenza contemporanea, trasformando il corpo, il piacere e la vulnerabilità in metafore del nostro tempo.
Seconda sezione  – Roma tra visione e rumore Roma diventa il grande teatro del confronto tra Caravaggio e Tamburro: una città sacra e profana, dove storia, potere, violenza e cultura pop convivono in un paesaggio visivo complesso. Il dialogo tra le opere attraversa il tema della rappresentazione e del rapporto tra immagine e realtà.
Terza sezione – La fede nella strada. Le grandi opere caravaggesche dedicate alla spiritualità e al martirio vengono riportate nella
contemporaneità urbana. Tra traffico, denaro, gioco d’azzardo e marginalità, Tamburro riflette sul significato della fede, della responsabilità e della ricerca di senso nella società contemporanea.
Quarta sezione – Il tempo della frattura. Questa sezione segna un momento di passaggio e di crisi. Attraverso il tema della ferita, della colpa e della memoria, il dialogo con Caravaggio si trasforma in una riflessione sul tempo contemporaneo, sul ruolo dei media e sul modo in cui oggi osserviamo e interpretiamo la realtà.
Quinta sezione – Dentro la città degli umani. Ispirandosi al periodo napoletano di Caravaggio, Tamburro affronta i temi della misericordia, della violenza e della responsabilità collettiva. La città contemporanea diventa il luogo in cui si intrecciano solitudine, potere, fragilità e speranza, in un continuo confronto tra sacro e quotidiano.
Sesta sezione – Caravaggio nell’immaginario collettivo. L’ultima sezione indaga la trasformazione di Caravaggio in icona cultura universale. Non più soltanto artista, ma figura entrata nell’immaginario collettivo, capace ancora oggi di interrogare il presente
attraverso temi come il potere, la violenza, il denaro, la fede e la responsabilità dello sguardo.

Vittorio Storaro.La mia intera vita nel cinema è stata tracciata da una folgorazione: l’incontro con la Vocazione di San Matteo di Caravaggio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi. Lì ho capito che la luce e l’ombra sono i due opposti che, scontrandosi, creano la vita e rivelano il divino nell’umano. Caravaggio non dipingeva solo corpi; metteva in scena l’anima attraverso un raggio di luce drammatico, teatrale, vivo. Per questa sua straordinaria e coraggiosa sfida, il mio augurio a Marco Tamburro è che abbia potuto attingere a piene mani da quella stessa, inesauribile sorgente. Che la lezione del maestro seicentesco – quel modo unico di squarciare il buio per trovare la verità – lo abbia guidato nel dare ordine al caos delle sue metropoli, trasformando le sue pennellate in una luce moderna.
Nelle sue tele, la luce non è un elemento statico, ma un flusso dinamico che attraversa il tempo, collegando il Seicento romano alla vertigine delle nostre metropoli contemporanee. Caravaggio inventò la luce cinematografica; Marco Tamburro ne ha catturato il movimento moderno.

Commento di Umberto Croppi, presidente Accademia di Belle Arti di Roma: “Da quando, un secolo fa, Roberto Longhi ha fatto scoprire alla critica e al grande pubblico un artista per troppo tempo relegato in un ruolo minore, studi, mostre, eventi legati alla figura di Michelangelo Merisi da Caravaggio si sono moltiplicati, diffondendone la conoscenza e la comprensione. E sempre a Longhi si deve il disvelamento dell’influenza che quel gigante ebbe sui suoi contemporanei e, come per cerchi concentrici, su intere generazioni di pittori. La forza innovatrice di Caravaggio è infatti testimoniata dalla fitta schiera di quelli che lo storico piemontese ha definito caravaggeschi. Non solo la suggestione della vita vissuta che irrompe nell’arte, nelle opere che da lui presero ispirazione vi è il trionfo di un’estetica nuova, che ha segnato la modernità. La luce, strumento quasi scultoreo che sottolinea la tridimensionalità della rappresentazione, fino a portare fuori dal piano del quadro le sue figure. L’uso prepotente del colore e, per contrasto, quello del nero come presenza e non come assenza, per raccontare la drammaticità dell’evento. Il movimento, che rompe con la ieratica staticità delle composizioni ecclesiastiche. Di fronte a questo poderoso sforzo di Marco Tamburro, la prima domanda che sorge è: possiamo considerare l’artista nel novero dei caravaggeschi? La risposta appare evidente nella sua poetica: no, Tamburro non si inserisce nella scia degli imitatori, di quanti hanno imparato dal Merisi una tecnica pittorica; lui si ispira al senso profondo dell’innovazione caravaggesca, ne scarnifica l’essenza per riproporla con segni e modi della contemporaneità. Confrontarsi con il grande maestro è una sfida che può essere affrontata solo in questa chiave. E Tamburro non si perde nel confronto, offrendoci un insieme di opere allo stesso tempo originali e fedeli, che aggiungono un capitolo inedito all’impronta lasciata nella storia dell’arte da Caravaggio. È anche importante dar conto del fatto che, nell’occasione, è stata chiesta all’Accademia di Belle Arti di Roma una collaborazione con Palazzo Bonaparte per l’avvio di un’attività laboratoriale che impegnasse studenti e docenti nel confronto con l’autore. Purtroppo, i tempi e la concomitanza con l’interruzione estiva non hanno consentito l’attivazione di tale percorso, ma l’evento sarà comunque l’occasione per mettere a punto anche strumenti didattici, che potranno dar vita a future interazioni”.

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