Presentata a Milano la XVII edizione del Rapporto ICCF 2026, un resoconto periodico dei mutamenti politici ed economici della Cina, utile a tutti gli imprenditori che hanno interessi in Cina. Temi affrontati: le traiettorie del XV Piano quinquennale; i nuovi equilibri geopolitici e la transizione energetica; scenari economici e politici; le opportunità della transizione energetica sull’asse Italia-Cina. Presentata nella sede dell’Aice (Associazione Italiana Commercio Estero) a Milano.
All’evento ufficiale hanno partecipato David Doninotti, segretario Generale di Aice, Mario Boselli, presidente della Italy China Council Foundation, Zhang Chenggang, nuovo console generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano, Vinicio Peluffo presidente dell’associazione parlamentare “Amici della Cina”, assieme a numerosi soci, imprenditori e professionisti italiani e cinesi in rappresentanza delle aziende che fanno parte del network di Italy China Council Foundation.
Nel corso dalla presentazione, oltre alla consueta esposizione del Centro Studi ICCF, sono intervenuti anche Veronica Gianola, partner di D’Andrea & Partners Studio Legale, Luca Avanzini, general manager di Diacron Business Consulting (HK) Limited, Gianpaolo Camaggio, managing director di Sinoglobal Investments Advisory, Adriano Gilli, dirigente Aea Export e Sistema Fieristico della Regione Emilia-Romagna.
Il Rapporto Cina, arricchito dal contributo dei soci di ICCF e di autorevoli esponenti del mondo accademico e giornalistico dei due Paesi, rappresenta uno dei più completi outlook sulla Cina attualmente disponibili in Italia. Redatta in lingua italiana, ricca di dati e studi originali, la guida costituisce uno strumento utile per tutte quelle piccole, medie e grandi imprese che vogliono portare e far evolvere il proprio business in Cina.
“Siamo in un momento storico complesso: le nostre imprese continuano ad operare in uno
scenario globale segnato da incertezza, tensioni geopolitiche e continui cambiamenti negli
equilibri internazionali. In un contesto di questo tipo, disporre di strumenti di lettura affidabili diventa una vera e propria necessità” ha detto Mario Boselli, presidente della Italy China Council Foundation, nel suo discorso introduttivo. “È con questo spirito che nasce il nostro Rapporto: offrire una bussola, un quadro chiaro delle trasformazioni in corso e delle loro implicazioni per il sistema economico e imprenditoriale italiano. Questo è parte integrante della missione della nostra Fondazione: fornire conoscenza, strumenti e occasioni di confronto che aiutino a interpretare il cambiamento e a trasformarlo in opportunità”.
Il Rapporto, articolato in tre capitoli, offre una lettura aggiornata delle dinamiche interne ed internazionali che hanno caratterizzato la Cina nel primo trimestre del 2026, con un focus specifico sulla transizione energetica e sulle opportunità di collaborazione tra Italia e Cina.
QUADRO ECONOMICO DOMESTICO: PIL AL 5%, CRESCITA STABILE MA CONSUMI ANCORA CAUTI
La crescita del PIL si attesta al 5% nel primo trimestre 2026 confermando un ritmo di
espansione compreso tra il 4,5% e il 5%, in linea con gli obiettivi governativi e indicativo
di una traiettoria di crescita di medio periodo più stabile.
Il settore terziario si conferma tra i principali motori dello sviluppo nazionale,
sostenendo la struttura economica del Paese.
Si registrano segnali di riduzione del divario di reddito tra aree urbane e rurali, un
processo di riequilibrio territoriale già avviato nel 2025, seppur ancora lento e graduale.
I consumi interni mostrano timidi segnali di ripresa sebbene l’elevata propensione al
risparmio continui a limitare una piena ripartenza della domanda domestica.
Da un approfondimento sui dati economici delle province cinesi a fine 2025, emerge
che, seppur Guangdon, Jiangsu, Shandong e Zhejiang continuano a produrre oltre il
45% del PIL nazionale, alcune province occidentali e centrali come lo Xizang, il Gangsu
e l’Henan hanno registrato i tassi di crescita più elevati (tra il 5,6 e il 7% a/a).
QUADRO POLITICO DOMESTICO: LE DUE SESSIONI E IL XV PIANO QUINQUENNALE
Le Due Sessioni di marzo 2026,il più importante appuntamento politico annuale
cinese, hanno definito le priorità strategiche del Paese per i prossimi anni.
Dal XV Piano Quinquennale (2026–2030) emerge con chiarezza la traiettoria
perseguita da Pechino: sviluppo di qualità, rafforzamento dell’economia domestica,
miglioramento del benessere della popolazione e consolidamento del binomio tra
sviluppo e sicurezza nazionale.
l Rapporto sul Lavoro del Governo conferma per il 2026 un obiettivo di crescita tra il
4,5% e il 5% e ribadisce l’impegno verso la transizione energetica.
COMMERCIO INTERNAZIONALE: +15% NEL PRIMO TRIMESTRE, UNIONE EUROPEA AL SECONDO POSTO
Nel primo trimestre 2026, il commercio estero cinese ha raggiunto RMB 11,8mila miliardi, registrando una crescita del +15% rispetto allo stesso periodo del 2025.
L’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud Est Asiatico) si conferma il principale partner commerciale della Cina, seguita dall’Unione Europea e dall’America Latina.
L’UE mantiene il secondo posto con un interscambio complessivo di RMB 1,5 mila miliardi, in crescita del +14,6% su base annua in un quadro che continua ad evidenziare un significativo surplus commerciale a favore di Pechino.
Sul fronte Italia-Cina le esportazioni cinesi verso l’Italia si mantengono su livelli
strutturalmente elevati, mentre quelle italiane verso la Cina registrano una crescita più
contenuta. Nel 2025 Lombardia, Toscana e Campania hanno registrato il livello di interscambio più alto (rispettivamente pari a 24 miliardi, 11 miliardi e oltre 8 miliardi di euro).
Anche a livello politico, la Cina si propone come interlocutore stabile per l’Unione Europea e per l’Italia come testimoniano le recenti visite dei principali leader europei a
Pechino e la Commissione Economica Mista Italia-Cina del 16 aprile 2026, segnale della continuità dell’impegno bilaterale.
TRANSIZIONE ENERGETICA: LE OPPORTUNITÀ DI COLLABORAZIONE TRA ITALIA E CINA
La crisi in Medio Oriente e i rischi connessi allo Stretto di Hormuz rendono la sicurezza
energetica globale una priorità sempre più urgente, amplificando il rilievo strategico
delle politiche di decarbonizzazione.
Nonostante la Cina abbia fissato per il prossimo quinquennio un obiettivo meno ambizioso di riduzione di intensità delle emissioni carboniche rispetto al passato (e pari al -17%), Pechino continua a investire con decisione nei settori della clean tech, dei veicoli elettrici e delle nuove energie.
Seppur la Cina oggi produce il 70% dei pannelli fotovoltaici presenti sul mercato italiano e fornisce tra il 25% e il 28% del valore dei componenti per pompe di calore, gli investimenti diretti esteri cinesi nel clean tech italiano continuano a rimanere modesti. Oltre ai numeri, l’analisi mette a confronto il Green Deal europeo e la Dual Carbon
Strategy cinese e approfondisce il settore dei nuovi veicoli elettrici e l’applicazione
delle nuove tecnologie all’agricoltura, evidenziando anche le opportunità di collaborazione tra Italia e Cina nei settori del fotovoltaico, delle pompe di calore e delle batterie.
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