Con la sua nuova collezione per l’inverno che verrà, Lavinia Biagiotti Cigna ha voluto raccontare le sua “favola” di famiglia, che poi sono le storie vere, di sua nonna Delia, di sua madre Laura e la sua, che s’intrecciano con quella del Castello Marco Simone, situato a Guidonia, vicino Roma, monumento nazionale che ha oltre mille anni e che ha visto girare tra le sue sale personaggi storici come Galileo Galilei, ospite di Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei. Il Castello appartiene alla famiglia Biagiotti Cigna già da alcuni decenni, ed è al centro di uno dei più importanti campi di golf europei, il Marco Simone Golf & Country Club, che ha ospitato la prestigiosa Ryder Cup nel 2023 (dal 25 settembre al 1 ottobre), diventando il primo circolo italiano a ospitare questo evento mondiale.
Nel Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, la scenografia della sfilata della collezione Autunno/Inverno 2026/27, ha riprodotto il Castello con il suo grande portale, immerso in un bosco autunnale, un fondale realizzato dalle maestranze del Teatro ed utilizzato anche dal Maestro Giorgio Strehler.
Gli abiti pensati da Lavinia hanno raccontato i giorni dell’autunno con i suoi colori caldi che si notano in autunno nella campagna attorno al castello: castagna, nocciola, ambra, cannella, verde scuro, muschio, red berries, mosto, vino fino al rosso vivido, vibrante e teatrale, per poi arrivare alla luce del bianco e dell’inverno, fino ad azzardare una promessa di inizio primavera, con toni pastello, un tocco di rosa, con stampe fiorite, dove emergono a sorpresa e con quasi invisibile discrezione, personaggi fiabeschi.
Per Biagiotti, il linguaggio del racconto è il cashmere, filo narrativo e indiscusso protagonista. Quando il New York Times ha definito “Laura Biagiotti la Regina del Cashmere”, non si trattava di un titolo, ma del riconoscimento di un metodo. Sotto la sua visione, il cashmere ha smesso di essere un lusso stagionale, prevalentemente maschile, per evolvere in una dimensione moda che prima gli era sconosciuta.
La vocazione Biagiotti alla maglieria si riflette nella ricerca e nelle lavorazioni innovative di punti, nelle composizioni di trecce, nelle rimagliature, nella capacità di realizzare sinfonie inedite con pesi e volumi. Il racconto diventa sovrapposizione: filati iper-leggeri per piccoli pezzi sagomati si alternano ad ampiezze scenografiche: ecco il cappotto Mongolia, le mantelle con il cappuccio, il trench di cashmere bianco e i maxi cardigan con le trecce lunghi alla caviglia.
L’alchimia della nuova femminilità mette in scena tratti scolpiti insieme a linee fluide, i tessuti scivolano sul corpo, la gonna pareo ha uno spacco sensuale. I ricami sul tulle color nudo riproducono la magia di un cielo stellato. L’accento è nei dettagli: il collo che forma un cappuccio, i guanti che danno l’illusione di una manica.
Il tempo diventa movimento nelle ampie mantelle che consentono di attraversare il freddo di tutti gli inverni e coprono preziosi abiti in velluto di seta e intarsi di pizzo, l’iconico “abito-Bambola” si reinventa con nuovi tagli e proporzioni. Sfilano anche inediti e sportivi loden gessati a fondo beige, che fanno da contraltare alle frange danzanti e ai cristalli iridescenti sui pullover a collo alto che riproducono l’immagine del Castello.
ACCESSORI – La LB Bag viene realizzata in tutte le dimensioni: la versione micro è regale, in cocco stampato. Ci sono i mini-secchielli con il marchio, ricordi d’infanzia ora molto in voga. Sfilano insieme a borse morbide e capaci, per contenere quel mondo di casa e lavoro che spesso le donne si portano dietro. E magari per infilarci anche un quaderno con tanti fogli bianchi da scrivere, un volumetto delle fiabe italiane di Italo Calvino, il Piccolo Principe, o quello che si ha voglia di leggere e rileggere.
Le lenti degli occhiali a mascherina, in acetato bianco o tartaruga, sono sfumate, per filtrare con un tocco fiabesco la realtà. Un fiore d’inverno diventa una spilla, orecchini o decoro di tessuto da appuntare sul rever o nei capelli.
Ballerine dalla punta geometrica si alternano a décolleté dal tacco quadrato nei toni della collezione e, naturalmente, gli stivali, che in una favola che si rispetti non devono mancare.
Nel parterre Romina Power, Manuel Bortuzzo e le campionesse di pattinaggio Carolina Kostner e Barbara Fusar-Poli.
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