DIABOLIQUE è una mise composta da un top traforato, fatto di nastri di seta nera lavorati a maglia larga, ricamato con piccoli nontiscordardimé fatti con paillettes nere, indossato con pantaloni neri a doppio pannello in lana e raso annodati sul retro. MERINGUE è un abito asimmetrico drappeggiato e realizzato con molteplici godet écru a balze in maglia operata bordati con piume leggere. LASCIVE è un abito lungo monospalla dove i drappeggi in velluto di seta nero sono scolpiti con motivi floreali bianchi astratti, ispirati a una serigrafia di Magdalene Odundo. Anche NASTURTIUM gioca sulle asimmetrie, è in doppia georgette che crea una struttura e forma un doppio anello drappeggiato intorno alla spalla, ricami di nasturzi bianchi in chiffon arricciato, impreziosito da fili di seta e impreziosito da nasturzi rossi in georgette e chiffon sfrangiato, perle e fili d’argento.
Poesia e natura sono i temi scelti per il debutto nella haute couture di Dior, da Jonathan Anderson, che con la collezione per Primavera-Estate 2026 ha fatto incontrare la natura con l’artificio, il vecchio con il nuovo.
A pochi giorni dal debutto dell’uomo Anderson ha sfilato sotto ai bouquet di ciclamini, appena raccolti e donatigli da John Galliano, uno dei precedenti direttori artistici della maison, disposti sul soffitto come riflettori poetici di trasmissione creativa, allo stesso modo delle opere antropomorfe in ceramica dell’artista Magdalene Odundo. In questo scenario le linee degli abiti si muovevano fluidamente su tagli strutturati e drappeggiano delicatamente il corpo, ingrandendo le curve e enfatizzando il movimento. Una grammatica di nuove forme prende vita, arricchendo il lessico della maison mentre ne riecheggia le fondamenta.
Gli abiti di Anderson sono il risultato di una riflessione sulla natura stessa dell’alta moda: fragile, complessa, priva di certezze e per questo bisognosa di essere praticata per sopravvivere. “Come la natura” suggerisce Anderson nella nota stampa “la couture non produce conclusioni definitive, ma resta in costante trasformazione”. La collezione è concepita come se fosse una wunderkammer contemporanea, in cui fossili, meteoriti, tessuti del XVIII secolo e miniature pittoriche non vengono trattati come reliquie, ma come materiali attivi nel tempo, capaci di generare nuove funzioni e nuove forme.
“Quando si copia la natura, si impara sempre qualcosa. La natura non offre conclusioni fisse, solo sistemi in movimento: in evoluzione, adattamento, durata. L’haute couture appartiene a questa stessa logica. È un laboratorio di idee, dove la sperimentazione è inseparabile dall’artigianato e le tecniche consolidate non vengono conservate come reliquie, ma attivate come conoscenza viva. È anche un modo di vedere – una lente interpretativa attraverso la quale il presente viene esaminato, riassemblato e immaginato di nuovo. Urgente. Sottile. Preciso”.
Per Anderson, anche la couture è senza garanzie; è una forma di conoscenza in via di estinzione che sopravvive solo attraverso la pratica. Il lavoro manuale del couturier trasforma il micro in macro e viceversa: fiori realistici sono tagliati da sete leggere o miniaturizzati in ricami densi; top a palloncino sono velati da una rete; chiffon e organza sfilacciati sono sovrapposti come piume. L’interesse per la manualità porta la maglieria
nella collezione, espandendo il linguaggio della couture e stimolando ulteriori sperimentazioni. Le borse modellate fanno il loro debutto in Dior Haute Couture come oggetti scultorei che ispirano nuovi modi di portarsi. Ogni pezzo è concepito come una piccola meraviglia.
Anderson fa entrare quindi la maglieria nel linguaggio couture, un’estensione che parla di manualità e di tempo, ma anche di sperimentazione.
A chiudere la sfilata, un romantico abito da sposa bianco indossato da Mona Tougaard, il primo firmato da Anderson per Dior.
PARTERRE – Ospiti a 24 carati per il debutto di Anderson con l’alta moda di Dior. Da Anya Taylor-Joy a Deva Cassel, da Rihanna testimonial di J’Adore Dior, a Jennifer Lawrence, da Alba Rohrwacher a Laetitia Casta, da Beatrice Borromeo a Marisa Berenson.
LA MOSTRA
A partire da martedì 27 gennaio, il Museo Rodin, sede della sfilata, ospita “Grammatica delle forme”, una mostra che riunisce una selezione di creazioni di haute couture disegnate da Jonathan Anderson con pezzi iconici di Christian Dior e sculture in ceramica di Magdalene Odundo. Il programma include anche conferenze aperte al pubblico, oltre a visite scolastiche. La mostra si propone di demistificare il mondo della couture e ispirare le generazioni future a garantirne il futuro.
LE BORSE – Concepite come vere e proprie creazioni couture, queste meravigliose creazioni uniscono tradizione e sperimentazione, trasformando materiali preziosi e un’eccezionale artigianalità in pezzi scultorei da collezionare. Completano armoniosamente i temi e le tecniche
esplorati al centro della collezione. Alcune sono realizzate con tessuti francesi del XVIII secolo estremamente rari rielaborati e impreziositi da ricami e patchwork
che le rendono moderne e assolutamente uniche. Forme surreali, riferimenti agli
archivi e motivi ispirati alla natura si affiancano a icone reinventate, come
la Lady Dior. Dalle pietre ornamentali alla lacca colorata, ogni borsa è un’espressione unica di personalità, forma d’arte e individualità.
LE SCARPE –Riflettendo la filosofia che caratterizza l’intera collezione, le scarpe sfoggiano materiali e decorazioni esclusivi e lussuosi, declinati in una gamma di sandali, sabot, décolleté e ballerine. Alcuni pezzi sono rivestiti con tessuti francesi del XVIII secolo, mentre altri sono impreziositi da effetti trompe-l’œil, petali di seta color ciclamino, medaglioni ovali e soffici fili. I modelli a punta quadrata riecheggiano lo stile di un modello d’archivio creato da Roger Vivier per la maison.
GIOIELLI HAUTE COUTURE
Le opere d’arte uniche, miniature ovali delicatamente realizzate nel XVIII secolo da artisti come Rosalba Carriera e John Smart, rinascono, reinterpretate come spille ornate da cornici di perle, nodi e orchidee dipinte a mano. Questi fiori rigogliosi riappaiono come orecchini in ottone laccato e seta scolpita. Una serie di anelli e bracciali suggestivi, creati con pietre ornamentali e frammenti di meteorite, evocano forme naturali e reliquie extraterrestri e soprannaturali provenienti da luoghi ben oltre l’orbita del nostro pianeta.
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