Mentre il nuovo Valentino “massimalista” firmato Alessandro Michele, cerca d’imporsi sul mercato ma ancora non decolla come molti si aspettavano, lo stile classico di Valentino Garavani, fondatore della maison negli anni Sessanta, torna a brillare nel palazzo a fianco alla sede dell’atelier, in tutto il suo splendore “incandescente”, con la mostra Orizzonti/Rosso: 50 creazioni in rosso Valentino Garavani e 30 opere d’arte contemporanee, che aprono le attività della Fondazione Valentino Garavani Giancarlo Giammetti, in piazza Mignanelli 23.
La bellezza come concetto e sintesi di una forza motrice capace di trasformare e creare e di ispirare progresso: su questa visione si basa la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Radicata nell’impegno personale e privato dei fondatori, costituita nel 2016 con una missione filantropica, che si presenta al pubblico in tutta la sua essenza.
Ma, la Fondazione, che s’identifica nel principio “Beauty creates Beauty”, vero e proprio manifesto di crescita, innovazione e impatto culturale, che eleva la bellezza a forza propulsiva capace di migliorare e ispirare la realtà, è anche e soprattutto impegno sociale, come ricorda Giancarlo Giammetti durante l’opening della mostra. “La Fondazione – spiega il partener storico di Valentino Garavani – sostiene bambini e anziani, attraverso una collaborazione con l’ospedale Bambin Gesù, dove stiamo per finire una tettoia che porta al pronto soccorso, e con il Gemelli per le persone anziane, dove vorremmo creare un centro che aiuti le persone di una certa età ad affrontare le pratiche con i computer che spesso non sanno usare”.
Tributo duraturo all’eredità senza tempo di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, la Fondazione apre dunque le porte a Roma, a Piazza Mignanelli 23. Dopo essere stato oggetto di un importante lavoro di rigenerazione urbana durato oltre un anno, il palazzetto storico al numero 23 dell’iconica piazza, viene messo a disposizione delle generazioni future: PM23, il cuore pulsante delle attività culturali della Fondazione dedicate alle arti, alla moda e alla creatività. La Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti si affaccia così sulla scena con la mission di ispirare il presente e lasciare un segno tangibile nel mondo, proiettando il concetto di bellezza nel futuro.
Ad aprire la programmazione espositiva è Orizzonti/Rosso, una mostra che indaga il colore rosso attraverso le lenti dell’arte e della moda, offrendo una visione sfaccettata che interpreta il rosso non solo come colore, ma come forza simbolica ed estetica di straordinaria potenza.
Il rosso Valentino non è color ciliegia che ha delle venature violacee. Non è neppure il rosso corallo perchè contiene del giallo. Non è il rosso sangue e neppure il rosso rubino. Non è il rosso scarlatto e neppure il porpora. “Il rosso Valentino è il colore della Felicità, della Rinascita dopo il difficile periodo della ricostruzione dalla Guerra” spiega Anna Coliva che ha curato la parte artistica della mostra. È infatti un’anziana signora fra la folla dell’Opera di Barcellona, vestita in velluto rosso, a colpire la fantasia di un Valentino Garavani ancora studente. Lo sguardo del couturier è affascinato dall’intensità di quella sfumatura che accende i sensi e li risveglia. Il suo rosso rimarrà per sempre legato al marchio da lui fondato e nessuno rosa, fucsia o pink che si potrà mai sostituirlo.
Orizzonti/Rosso accoglie i visitatori in un ambiente dinamico, dove le iconiche creazioni di Valentino Garavani dialogano armoniosamente con opere d’arte accuratamente selezionate. Con ottanta opere eccezionali, la mostra esplora le molteplici dimensioni del rosso: la sua bellezza, i legami con l’identità e le sue risonanze emotive e oniriche.
Considerato il colore archetipico per eccellenza, il rosso è ritenuto il primo pigmento che l’essere umano abbia appreso a creare, riprodurre e trasformare—prima nella pittura, poi nella tintura. Attraverso i secoli, ha mantenuto il suo potere evocativo, arricchendosi di significati poetici e simbolici.
Intimamente legato all’universo della moda e carico di valore emotivo, il rosso rappresenta il cuore pulsante dell’eredità creativa di Valentino Garavani. Il couturier ha costruito un corpus espressivo riconoscibile attorno a un solo colore, trasformandolo nel filo conduttore della sua carriera e nel segno distintivo della propria identità artistica. Dal celebre abito “Fiesta”, apparso nella collezione d’esordio del 1959, e nato dopo un viaggio in Spagna, fino all’ultima creazione del 2008, il rosso di Valentino è divenuto una firma inconfondibile.
La mostra presenta cinquanta creazioni rosse tra le più iconiche firmate da Valentino Garavani, che attraversano oltre cinque decenni di carriera, affiancate da trenta straordinarie opere d’arte moderna e contemporanea, molte delle quali esposte per la prima volta a Roma. Tra gli artisti in mostra: Jeff Koons, Andy Warhol, Clyfford Still, Cy Twombly, Francis Bacon, Jean-Michel Basquiat, Louise Bourgeois, Gerhard Richter, Helen Frankenthaler, Marlène Dumas, Mark Rothko e Pablo Picasso, accanto a maestri italiani quali Afro Basaldella, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Alighiero Boetti, Luca Capogrosso, Lucio Fontana e Mario Schifano.
In occasione dell’apertura di PM23, l’ingresso alla mostra sarà gratuito dal 25 maggio al 10 giugno, grazie al generoso sostegno della Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
“La nostra Fondazione – scrivono infine all’unisono Garavani e Giammetti in una nota – nasce dall’amore per la bellezza, con la missione di custodirla, promuoverla e trasmetterla alle generazioni future, come naturale prosecuzione del nostro percorso. Crediamo che la bellezza abbia il potere di elevare, trasformare e lasciare un segno indelebile nella vita delle persone”.
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