Ferrari, per Rocco Iannone l’abito è una seconda pelle

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La pelle è la membrana che ci connette al mondo, la superficie senziente che si estende e si modella sulla interezza del corpo e lo veste. È il nostro modo di toccare ed essere toccati, il primo strumento per esperire l’umano e trasformarlo in conoscenza. È sotto la pelle che si adagiano, simbolicamente, i pensieri e le passioni più intime. È sulla pelle che, materialmente, disegniamo la nostra apparenza, dandoci una livrea o una seconda pelle attraverso ciò che scegliamo di indossare, aggiungendo altre livree nella forma degli spazi che abitiamo, dei mondi che costruiamo. Livree che definiscono e proteggono, come la superficie di un veicolo, o un tratto identitario. Alla base di tutto, però, rimane il sentire, ed è dalla pelle che parte, perché è sulla pelle che esso è più profondo.
La collezione Autunno/Inverno 2026/27 di Ferrari nasce da questa riflessione. Continuando la ricerca di un segno essenziale e conciso, raggiunto il numero esatto del decimo show, il direttore creativo Rocco Iannone esplora una dimensione fatta di empatia, connessione, pluralità. Veste i corpi immaginando abiti che, ideali seconde pelli, trasformano la nudità in copertura mentre incitano portamento e atteggiamento.
Materie e forme muovono dalle leggerezze impalpabili dell’intimo e del drappeggio degli underpinning alla muscolarità soft della duchesse imbottita per arrivare alla robustezza delle pelli coriacee, passando per l’asciuttezza delle lane tailoring, e la liquidità del cupro. Le linee seguono il corpo, lo magnificano e potenziano. Pattern ritmici su maglia imitano scarificazioni, creando superfici fatte di pieni e vuoti. Il progetto, sostanziato da una palette che esplora i toni e le varie sfumature del nudo, è contenuto in una silhouette lunga e verticale. Tutto è pensato per espandere il perimetro del corpo, legando vestimento e fisicità: il design dei tacchi si incunea sulla curva naturale del tallone, le borse
soft sono trattenute da piercing.
La visione prende vita in un ambiente avvolgente, sospeso in una dimensione di benessere fisico e mentale, nel quale l’acqua è presenza centrale, connettore tra self care e possibilità di cambiamento, fluido che unisce il sé e gli altri e che trasforma.

Ospiti della presentazione, Annalisa, Marrakesc, Anna Dello Russo, Eleonora Abbagnato, Giorgia May Jagger.

(Riproduzione riservata)

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