Angeli caduti e donne-uccello, da Schiaparelli la Cappella Sistina ispira Roseberry

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Donne-uccelli del Paradiso, creature rettili, aracnidi, code di scorpione, angeli caduti in terra, visioni di un’estasi terrena che hanno colpito il direttore creativo di Schiaparelli, Daniel Roseberry, nell’atto di disegnare la nuova collezione di haute couture, che ha sfilato oggi a Parigi, aprendo la fashion week dell’alta moda francese.

Roseberry rivela di essersi lasciato andare a tutte le emozioni ricevute nell’ammirare la Cappella Sistina di Michelangelo, mentre era in visita a Roma. Il couturier texano ha voluto intitolare infatti la sua collezione, “L’agonia e l’estasi”, e ha voluto chiamare le creature della sua sfilata visionaria, “infantas terribles…, uccelli in volo, anche se alcuni outfit hanno avuto un nome proprio, come “Isabella Blowfish”, un immaginifico tailleur con gonna in strati di tulle e organza, spolverato di cristalli nelle cromie del pesce palla e rifinito con punte di organza.

Gli stravaganti capi di Roseberry erano ispirati anche al mondo degli insetti: presentavano una serie di code di scorpione, rivestite di piume, che arrivavano sopra le teste di più modelle. Le piume, alcune vere e altre in seta trompe-l’œil, erano dipinte a mano, aerografate o immerse in resina e cristalli.

Il nucleo emotivo della collezione, che ha sfilato in una sala tutta nera del Petit Palais, davanti ad un parterre de roi, tra cui spiccava Lauren Sanchez vestita di rosso, seduta accanto a suo marito, Jeff Bezos, Demi Moore, Carla Bruni, Vincent Cassel, si è rivelato al couturier, nell’ottobre dello scorso anno.

“Mi trovavo in un ritiro creativo fuori Roma” racconta Roseberry. “Un pomeriggio, organizzai all’ultimo minuto una visita guidata per vedere la Cappella Sistina. Se ci siete stati, sapete che la prima cosa che si vede non è il soffitto, ma le pareti, dipinte fittamente da un esercito di artisti negli anni precedenti all’inizio del lavoro di Michelangelo nel 1508. Sono decorate con scene ecclesiastiche: immagini pensate per raccontare, per educare. Ma alzate il mento verso il cielo e il pensiero si ferma. Inizia il sentimento. Questo perché, quarant’anni dopo, un uomo entrò e da solo cambiò l’arte per sempre, presentando un’immaginazione selvaggia, visivamente esuberante, vulnerabile e romantica di Dio, della religione, della fede e della condizione umana. Qui agonia ed estasi si mescolano, terribili e squisite. Non ci disse cosa fosse accaduto, ma offrì al suo pubblico il permesso di capire come sentirsi di fronte all’arte. Risvegliò il mondo. E cinquecento anni dopo, ha risvegliato anche me”.

Una rivelazione che si è trasformata in code di scorpione, pungiglioni e denti di serpente,
ibridando archetipi dell’alta moda con veleno intessuto nelle loro stesse silhouette. “Conoscevo queste creature rettiliane/aracnidi, queste infantas terribles, come le chiamavo – rivela lo stilista – e sapevo che sarebbero diventate le eroine della collezione, il nostro soffitto: sarebbero state uccelli in volo, sfidando la gravità, audaci nei colori, esplosive nelle forme”.
La couture non esiste senza struttura, senza il rigore e le regole delle proprie tradizioni. Ma
all’interno di questo quadro, spetta al designer trovare la libertà, spingere le regole del mezzo fino ai suoi limiti assoluti. Eppure questa collezione non è solo un avanzare o un lasciar andare: è una celebrazione della profondità di abilità e talento degli atelier, tutti al lavoro al massimo delle loro capacità tecniche e creative. Il pizzo tagliato a mano viene realizzato come un bassorilievo per renderlo tridimensionale, creando profondità e ombra.
La collezione trae ispirazione dai colori degli uccelli del paradiso — rosa, blu e zafferano — che raggiungono la loro massima espressione in una delle nostre giacche più straordinarie di sempre.

Gli accessori della collezione sono animati da teste d’uccello artificiali: sculture realizzate con piume di seta, becchi in resina e occhi in cabochon di perla, un omaggio alla maestosità della natura.

“Nessun uccello è stato ferito nella creazione di questi pezzi” chiarisce Roseberry. “Sono fantasie, sì, ma alludono anche alla famosa fascinazione di Elsa per il mondo animale, in particolare per le creature del mare e del cielo — e in fondo, chi può dimenticare il suo interesse per l’aragosta, la creatura corazzata per eccellenza e un animale indissolubilmente associato alla maison da lei creata? Oltre al suo amore distintivo per la fauna selvatica, ci sono anche richiami alle iconografie che fece sue, soprattutto il buco della serratura, quel portale verso il mistero”.
“Moltissime persone – conclude lo stilista – mi chiedono quale sia il senso della couture. Di certo non è creare abiti per la vita quotidiana. Ma per me, la couture permette di riconnettermi con l’adolescente pieno di speranza che ero un tempo, quello che decise di non entrare in medicina, in finanza o in giurisprudenza, ma di inseguire quella fantasia unica che la moda può ancora offrire. Che il resto dell’anno riguardi la realtà, nella moda o altrove. Ma niente è più potente — o senza tempo — o, per me, più attuale, che poter liberare la mia immaginazione e spero, anche la vostra. La couture è un invito. Smetti di pensare, ti dice. È il momento di sentire. Devi solo guardare in alto”.

(Riproduzione riservata)

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