Il teatro metropolitano di Demna riporta Gucci al centro di New York

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Donne e uomini in carriera, signore alle prese con lo shopping, intellettuali, dive da red carpet, ragazzi della generazione Z, nerd col computer sotto al braccio, sono gli archetipi metropolitani che Demna Gasvalia, direttore creativo di Gucci ha portato in scena nel cuore di New York, a Time Square, per la sua coreografica sfilata della collezione Resort 2027, intitolata GucciCore.

Il teatro urbano di Gucci ha in realtà un missione precisa: riportare il lusso nel cuore del sogno americano. Partendo proprio da New York, la città dove la maison aveva aperto il primo negozio all’estero, 73 anni fa. Così, sotto le mille luci dei maxi schermi di Times Square, al centro della piazza, è andata in scena la sfilata della collezione GucciCore, omaggio e satira della società contemporanea con personaggi  popolano una giunga metropolitana che avrebbe potuto essere datata anche 1992.

GucciCore perchè Sfilano capi essenziali del guardaroba Gucci come peacoat, trench, completi business gessati, camicie e pencil skirt, pellicce che se ne fregano delle linee guida indicate dalla Camera delle Moda di Milano che “suggerisce” di astenersi dal portare in passerella alla fashion week meneghina, capi o accessori in pelliccia qualsivoglia.

Demna osserva la realtà e le persone in strada e cerca di rendere i guardaroba adatti agli archetipi che individua desiderabili. Mette in scena completi formali, abiti eleganti e divise da ufficio. Una umanità varia e variabile che non desta in realtà nessuna sorpresa e poche emozioni, se non quando sfila la signora upper class con cappottino bon ton e tacchi a spillo,  quella che ci  riporta agli anni Novanta con l’abito giallo di seta stretto in vita dalla cinta logata Gucci. A indossarlo è una icona degli anni in cui da Gucci c’era Tom Ford. E’ Paris Hilton, tornata in formissima, ma quasi irriconoscibile per via della parrucca nera che maschera la sua proverbiale chioma biondo Barbie. Nel finale, un richiamo ai red carpet con Mariacarla Boscono trasformata in un cigno nero in un abito simmetrico effetto stola piumata, e la supermodella d’antan Cindy Crawford, che chiude il fashion show in un long dress nero punteggiato di preziose piume.

Nel 2022, Demna disegnava Balenciaga e scelse scelto la New York Stock Exchange, alla borsa di NY, per presentare la collezione Resort 2023, praticamente nel cuore della finanza americana trasformato in passerella, una scelta molto simbolica. Oggi la scelta di Times Square rivela un nuovo intento: quello di portare Gucci nel luogo più agognato, nella metropoli simbolo del consumismo americano, con tanti falsi prodotti Gucci proiettati sui maxi schermi di Time Square, da Gucci Gym a Gucci Pets. Per Gucci, sfilare a New York simboleggia un ritorno a casa: nel 1953 la maison aprì proprio sulla Fifth Avenue il suo primo negozio fuori dall’Italia.

Nelle ultime settimane, le grandi griffe del lusso lusso sono tornate a guardare all’America: Dior ha sfilato al Lacma di Los Angeles, Louis Vuitton sfilerà con la collezione Cruise 2027 alla Frick Collection di New York il 20 maggio. Insomma, anche se i rapporti tra Europa e Stati Uniti sono piuttosto tesi per via dei dazi, annunciati, applicati, sospesi, rinegoziati, dal presidente Trump, l’America resta un mercato troppo importante per essere ignorato, un sogno ancora potentissimo.
Nel parterre, tra gli altri, l’attore cinese Zhang Linghe, Mariah Carey a Kim Kardashian.

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