Giovanni Malagò, un grande italiano custode della bellezza

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Di tutto il glorioso e lunghissimo spettacolo trasmesso in diretta da Rai1 sulla cerimonia di apertura dei Giochi delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 – che ha toccato momenti commoventi e indimenticabili, il pubblico a casa, a cui mi associo anch’io, ha apprezzato molto il discorso di apertura di Giovanni Malagò, presidente del CONI e della Fondazione Milano Cortina 2026.

Un discorso sul tema dell’Armonia, quello di Malagò, che ha posto l’accento sugli irrinunciabili valori su cui è fondato il nostro paese, sulle tradizioni da tramandare ai giovani, sulla “bellezza” da preservare per il futuro, come custodi responsabili, affinché questa bellezza continui ad essere il valore assoluto che distingue l’Italia nel mondo.

Un discorso da grande italiano, quasi da statista, quello di Malagò – presenti anche la premier Giorgia Meloni e il nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha solo dato il via ai giochi olimpici, senza aggiungere una parola, dopo essere spiritosamente arrivato a San Siro su un tram guidato da Valentino Rossi – che ci rende più autorevoli e credibili in un sistema globale, reso debole da guerre, prevaricazioni, assurde lotte tra poveri, ma dove creatività e bellezza hanno ancora un ruolo centrale, e soprattutto, sono le uniche armi che possono salvare il pianeta dall’autodistruzione.

Già, “la bellezza salverà il mondo”, faceva dire Dostoevskij al suo principe Lev Nikolaevic Myskin nel romanzo L’idiota (1869). Un concetto che non si riferisce tanto all’estetica pura, ma a una bellezza spirituale, morale e interiore, legata alla bontà e all’amore. Nel caso di Malagò una bellezza legata ai valori sani dello sport, dell’inclusione, della creatività italiana. Una bellezza tutta italiana, che durante lo spettacolo della cerimonia di apertura è stata mostrata dai bellissimi tailleur pantaloni nel tricolore di Giorgio Armani che hanno sfilato, dalla voce unica di Andrea Bocelli, dalle musiche eterne dei grandi compositori italiani, Verdi, Rossini e Puccini.

Dopo aver sottolineato che i Giochi di Cortina “segnano una svolta storica”, con la prima trasmissione televisiva in diretta di competizioni sportive a livello europeo, e che stavolta, i Giochi sarebbero stati seguiti da miliardi di persone, in oltre cento Paesi, Malagò ha ricordato che è cominciata una “nuova pagina della storia Olimpica, ispirata dai valori che ci uniscono tutti: eccellenza, amicizia e rispetto”. “Quella che ci attende nelle prossime due settimane – ha detto Malagò – è un’edizione pionieristica dei Giochi Invernali: diffusa su un vasto territorio, rispettosa dell’ambiente, portatrice di un’eredità solida, conforme alle regole del CIO e la più equilibrata di sempre in termini di rappresentanza tra donne e uomini. Questi Giochi si svolgeranno con Spirito Italiano, uno spirito italiano vibrante e contemporaneo, in un contesto unico di bellezza naturale e culturale”. “Perché la bellezza italiana non ci appartiene come un bene: ci è stata affidata dalla storia come una responsabilità. La bellezza è più di un valore estetico. È un’energia. Un’energia che scorre sotto la superficie di ciò che vediamo. Vive solo se si trasmette, se diventa forza morale, culturale e civica, capace di plasmare il futuro. La tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco. Oggi, i Giochi Invernali ci invitano a compiere questo dovere: trasformare quel fuoco in una Fiamma Olimpica che illumini il cammino, affinché le generazioni future ereditino non solo un passato straordinario, ma anche la forza e il coraggio necessari per costruire il domani”. “Questa sera, questa celebrazione unica ha per me un significato particolarmente profondo, perché so quanto tutti noi abbiamo lottato per arrivare fin qui. A essere sincero, il percorso non è stato privo di difficoltà, ma, come tutta la squadra di Milano Cortina 2026, ero determinato a non rinunciare mai perché, semplicemente, amo il mio Paese, amo lo sport e amo il Movimento Olimpico”.

Infine, dopo i ringraziamenti al Comitato Internazionale Olimpico, alla sua presidente, Kirsty Coventry, alla presidente della Commissione di Coordinamento, Kristin Kloster, “per il loro sostegno incrollabile” e alle istituzioni che hanno lavorato insieme a lui, il governo italiano, le città di Milano e Cortina d’Ampezzo, le regioni Lombardia e Veneto, le province autonome di Trento e Bolzano, i Comitati Olimpico e Paralimpico italiani, e tutti i partner, Malagò ha ringraziato gli italiani. “Vorrei quindi dire grazie al popolo italiano! – ha concluso – Grazie alle migliaia di volontari che renderanno questi Giochi così eccezionali! E grazie a tutti coloro che gareggeranno e prenderanno parte a questo spettacolo storico! Non sono mai stato così orgoglioso di essere italiano come questa sera“.

LA CERIMONIA D’APERTURA DELLE OLIMPIADI INVERNALI 2026 – L‘Italia, paese ospitante dei giochi olimpici invernali, ha sfilato per ultima dopo 92 squadre, distribuite  in quattro diverse location tra lo Stadio San Siro di Milano, Cortina d’Ampezzo, Livigno e Predazzo. L’evento di portata globale è stato frutto di un progetto corale che ha coinvolto migliaia di persone e ha messo in campo competenze artistiche, tecniche e organizzative di altissimo livello. Tema dello spettacolo il concetto di Armonia, scelto per trasmettere un messaggio universale di pace, unità e dialogo.

Sul palcoscenico dello stadio di San Siro, 67mila spettatori, si sono esibite alcuni tra i personaggi più popolari della scena artistica italiana e internazionale. Ma prima, l’omaggio a Giorgio Armani con sessanta modelle, vestite con completi pantaloni, monocromatici Giorgio Armani nei colori della bandiera nazionale, divise in tre gruppi, hanno sfilato precedendo la portabandiera, Vittoria Ceretti, testimonial della nuova campagna del marchio primavera/estate 2026.

Mariah Carey ha cantato in italiano un’emozionante “Nel blu dipinto di blu” pretendendo il gobbo per leggere correttamente le parole, ha detto lei. A seguire, il suo ultimo brano “Nothing is impossible”.

Andrea Bocelli ha intonato il suo commovente “Nessun Dorma” dalla pucciniana Turandot.

Laura Pausini ha cantato l’Inno Nazionale Italiano mentre veniva issato il Tricolore. Charlize Theron ha fatto un toccante discorso per la pace rievocando Nelson Mandela. Pierfrancesco Favino ha recitato “L’Infinito” di Leopoardi in completo Giorgio Armani. Sabrina Impacciatore si è esibita in uno scatenato show dove ha ballato vestita in tuta lamé da supergirl, compiendo un virtuale viaggio nel tempo.

Momento toccante anche l’esibizione della mezzosoprano Cecilia Bartoli accompagnata dal pianista cinese Lang Lang, che ha intonato l’Inno Olimpico.

L’attrice Matilda De Angelis, scambiata dal cronista Paolo Petracca, direttore di Rai Sport per Mariah Carey, era in veste di direttrice d’orchestra di una fantasia musicale ispirata ai grandi maestri italiani Verdi, Puccini e Rossini.

Ghali ha recitato la poesia di Gianni Rodari contro la guerra, intitolata Promemoria”, in italiano e in francese, accompagnato da un folto corpo di ballo di giovanissimi ballerini.

Gli indimenticabili campioni dello sci alpino azzurro Alberto Tomba, Deborah Compagnoni e Sofia Goggia hanno acceso infine a Milano sotto l’Arco della Pace, e a Cortina, i due bracieri dei Giochi Olimpici Invernali 2026.

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