Con la scomparsa di Valentino finisce l’era dei maestri couturier

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La scomparsa di Valentino Garavani, scomparso il 19 gennaio 2026, a 93 anni, lascia un vuoto incolmabile. Non solo per la scomparsa di uno dei più grandi stilisti contemporanei. Con l’addio a Valentino finisce l’era dei maestri couturier del Novecento, popolata da geni che hanno elevato la moda ad arte, portando in alto il made in Italy nel mondo. I nomi sono Giorgio Armani, Gianni Versace, Gianfranco Ferrè, Laura Biagiotti, protagonisti del secolo degli stilisti. 
Il nome di Valentino resta legato a un’idea di eleganza assoluta, priva di fraintendimenti o ambiguità, capace di attraversare epoche e tendenze, senza mai perdere di vista la vera BELLEZZA, essenza dell’identità del maestro. Valentino non è stato soltanto un creatore di abiti. E’ stato un interprete della bellezza, che intendeva come arte, stile di vita, linguaggio universale per raggiungere armonia e perfezione. In una parola eleganza. Riconosciuto all’unanimità come “il maestro della moda”, oggi viene commemorato in tutto il mondo.

Valentino Garavani è morto serenamente a Roma, la sua amata città, nella sua villa dell’Appia Antica, circondato dall’affetto delle persone a lui più vicine. La notizia è stata comunicata dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, suo socio nel lavoro e compagno di vita. La camera ardente è stata allestita nel PM23, storica sede della maison in Piazza Mignanelli, dove Valentino e Giammetti hanno voluto la sede della loro fondazione, inaugurata nel 2025 a scopo filantropico per ospitare mostre di arte e moda e per sostenere i giovani studenti della moda. I funerali sono previsti nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, a Roma.

RICORDI E COMMENTI – “Con la scomparsa di Valentino l’Italia perde uno stilista di successo, capace di guardare oltre le tendenze e le convenzioni. Il mondo della moda gli deve grandi intuizioni e splendide creazioni. Esprimo ai suoi familiari e ai collaboratori cordoglio e vicinanza” ricorda il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Valentino, maestro indiscusso di stile ed eleganza e simbolo eterno dell’alta moda italiana. Oggi l’Italia perde una leggenda, ma la sua eredità continuerà a ispirare generazioni. Grazie di tutto” scrive sui social la premier Giorgia Meloni.

“Mio caro Valentino – si commuove Sophia Loren, che vestì Valentino quando ricevette l’Oscar – la notizia della tua scomparsa mi addolora profondamente. Con te ho condiviso momenti di grande affetto e di sincera stima reciproca. Avevi un animo gentile, ricco di umanità. Sei stato un amico e la tua arte e la tua passione resteranno per sempre fonte di ispirazione. È stato un privilegio conoscerti e ti porterò sempre con me. La mia famiglia ed io ci stringiamo con il cuore al tuo Giancarlo e a tutta la tua famiglia”.
Anche Alessandro Michele, attuale direttore creativo della Valentino, esprime dolore per la scomparsa del maestro  un post su Instagram: “Sono immensamente addolorato. Oggi se ne va un uomo straordinario. Valentino Garavani non è stato solo un protagonista indiscusso della moda, ma una figura centrale della storia culturale italiana. Un uomo che ha allargato i confini del possibile, attraversando il mondo con una delicatezza rara, con un rigore silenzioso e con un amore sconfinato per la bellezza. Mancherà moltissimo a tutte le persone con cui ha lavorato, a chi gli ha voluto bene, a chi ha imparato guardandolo, anche da lontano. A tutti noi lascia un’eredità profonda: l’idea che creare significhi prendersi cura, che la bellezza sia attenzione radicale e paziente ai corpi, alle forme, al tempo che le attraversa e le custodisce. Se, come ha detto un poeta, amare significa continuare il discorso di un altro, allora il nostro compito è quello di accogliere questo debito d’amore, custodire quel discorso che ci precede, tenerlo vivo nel tempo che ci è dato, perché continui a parlare nei gesti che compiamo e nel modo in cui abitiamo il mondo. In questo momento, mentre sto lavorando, sento con forza quanto il suo sguardo continui ad accompagnare il nostro. Come una misura, come una responsabilità, come una promessa di grazia possibile”.

Ma anche la sua musa Dalma Callado, ex modella di origini brasiliane, lo ricorda con nostalgia: “Valentino Garavani ha portato la bellezza alle donne normali. Con i suoi abiti, il colore rosso, la sua delicata sensualità, il suo rispetto per la femminilità. Assieme al suo compagno Giancarlo Giammetti hanno costruito qualcosa di eterno, hanno lavorato tutta la vita per la bellezza, rendendo un omaggio indimenticabile a tutte le donne” .

Molto toccanti le parole di Pierpaolo Piccioli, che ha diretto la maison Valentino per 24 anni, fino al 2024. Piccioli, che attualmente è il direttore creativo di Balenciaga, ha scritto su Instagram: “Quindi hai deciso che era ora. Posso accettare la tua assenza, ma mai la tua morte. La memoria, il ricordo e l’amore rimangono con noi per sempre, e credo che sia
così che non abbandoniamo mai veramente chi amiamo. Verrò a salutarti, elegante e composto, consapevole del tuo sguardo su di me (sicuramente farò un passo falso da qualche parte). Intorno a me ci sarà un ordine immacolato, eppure saprò che dietro tanta precisione c’era una leggerezza inaspettata. Una brillantezza quasi innocente, come se ogni idea fosse sempre la prima, come se la meraviglia non fosse mai svanita. Questo è ciò
che ha reso tutto possibile, e magico. Per te la bellezza non è mai stata un lusso né un ornamento: era una forma di difesa, un luogo di sicurezza, l’unico possibile. Una
protezione, uno scudo contro il mondo. Sei stato il mio mentore senza aver mai avuto bisogno di un leggio. Mi hai insegnato che la moda è gioia, anche se profondamente seria. Mi passano per la mente mille ricordi, soprattutto l’infinita pazienza con cui hai risposto alle innumerevoli domande con cui ti ho consumato durante le prove, naturalmente con capelli e trucco a posto. Farah Diba lascia la Persia. Studio 54, Bianca Jagger a cavallo. La casa di Halston, e Nan Kempner. Ho assistito a tutto ciò che vive nell’immaginario collettivo
della moda attraverso i tuoi occhi e le tue storie: le infinite discussioni su Sanremo, e perché le scarpe di pelle non stanno mai bene con un vestito in chiffon. Mi hai insegnato così tante cose. Soprattutto, a non dubitare mai di me o delle mie idee. E anche i fiocchi, sì: tu mi hai insegnato a disegnare i fiocchi più belli del mondo. E ho imparato che l’amore è protezione, perché il modo in cui Giancarlo ti amava era uno scudo contro la durezza del mondo, e il dono più prezioso che si possa desiderare. Ti saluterò così, con gratitudine composta e un po’ di imperfezione. Perché anche questo mi hai insegnato: che la precisione assoluta senza umanità non lascia traccia, mentre un errore plasmato con intelligenza
può diventare stile. Hai creato un’eternità, un luogo fatto di sogno e bellezza. Lì la morte non esiste, perché non è necessaria. È un posto che rimarrà per me, per tutti, per
sempre”.

LA VITA – Valentino Clemente Ludovico Garavani, per tutti Valentino, lo stilista è nato l’11 maggio del 1932 a Voghera, in provincia di Pavia. La sua passione per la moda supportata dai genitori Mauro Garavani e Teresa de Biaggi lo ha portato a studiare moda e contestualmente la lingua francese, per poi trasferirsi a Parigi e aprirsi a nuove opportunità. E’ stato solo l’inizio di una lunghissima carriera da record che lo ha portato a diventare uno dei nomi più leggendari della moda italiana e internazionale. È stato il creatore della tonalità più iconica di rosso.
A Parigi, Valentino ha lavorato come apprendista per Jean Dessès e Guy Laroche, per poi rientrare in Italia e approfondire la sua esperienza prima con Emilio Schuberth. Nel 1957 viene fondata la maison Valentino, nel 1959 Valentino apre il suo primo atelier in via Condotti a Roma. L’inizio non fu semplice: i soci, dopo un primo investimento, decisero di indietreggiare, la svolta arriva con l’ingresso in società del compagno Giancarlo Giammetti, studente di architettura che Valentino aveva conosciuto in un café della capitale nel 1960. E’ l’inizio di un sodalizio durato una vita.
Nel corso della sua carriera, Valentino ha lavorato con molte donne del jet set internazionale, con cui ha stretto anche lunghe amicizie, dalla moglie dello scia’ di Persia Farah Diba a Jacqueline Bouvier Kennedy Onassis, che ha vestito perfino per il funerale del marito, il presidente degli Stati Uniti John Kennedy. Fino alle grandi dive, Elizabeth Taylor, Sharon Stone, Julia Roberts e Sophia Loren. Insomma, a partire dagli anni Sessanta e Settanta, Valentino ha conquistato la scena internazionale, vestendo first lady, principesse, star del cinema e signore del jet set. Con il suo celebre “rosso Valentino” diventato il suo colore d’elezione dopo averlo notato addosso a una signora, mentre assisteva a uno spettacolo in Spagna, al teatro dell’Opera di Barcellona, diventa una firma iconica. Il suo stile è riconoscibile tra mille. Pur attraversando decenni di grandi cambiamenti stilistici e di tendenze, Valentino resterà fedele alla sua idea di eleganza, di femminilità e di rigore formale.
Valentino Garavani ha lasciato il timone della sua maison nel 2007, con tre giorni di feste indimenticabili a Roma: un party tra le antiche colonne del Tempio di Venere, un altro con migliaia di invitati, tra i quali Mick Jagg, Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Annie Lennox,  in una finta pagoda cinese allestita nel Parco dei Daini a Villa Borghese, una mostra monografica all’Ara Pacis e una sfilata tutta in rosa a Santo Spirito in Sassia.

Sul piano privato, Valentino ha sempre custodito con discrezione la propria vita. Non si è mai sposato e non ha avuto figli. Il suo compagno di vita è stato Giancarlo Giammetti, con cui ha stretto un legame profondo umanamente e professionalmente. “Non mi piace la gente che ostenta i propri gusti sessuali. Inorridisco a vedere due uomini baciarsi in strada. Io e Giancarlo non ci siamo mai neppure sfiorati una mano in pubblico. E’ una questione di stile” dichiarò nel 2007 in una cena a casa sua in via Condotti con un numero ristretto di giornalisti. Lui amava dire che la sua era  una “famiglia allargata” di collaboratori storici come Daniela Giardina e persone care, che lo stilista definiva la sua “tribù”.

L’EREDITA’
Nel corso della sua lunghissima carriera, Valentino Garavani ha costruito un patrimonio economico imponente. Secondo le stime più attendibili, il valore complessivo dei suoi beni personali ammonterebbe a circa 1,5 miliardi di dollari. Una cifra che tiene conto dei proventi derivanti dalla cessione della maison negli anni Novanta e di investimenti finanziari. Il suo patrimonio immobiliare comprendeva alcune delle dimore più esclusive d’Europa: dalla storica villa sull’Appia Antica a Roma, dove ha trascorso gli ultimi anni della sua vita e dove si è spento, al castello di Wideville, alle porte di Parigi, fino a uno chalet a Gstaad, in Svizzera, residenze a Londra e a New York, oltre a una collezione d’arte di altissimo valore, costruita nel corso dei decenni.

Il marchio Valentino non faceva più parte del suo patrimonio da anni, visto che il brand è passato dal 1998 sotto il controllo di grandi gruppi internazionali, pur restando legato al suo fondatore sul piano identitario. A cominciare dal 1998, quando la maison venne ceduta al gruppo Hdp, partecipato anche da Gianni Agnelli, per circa 500 miliardi di lire. Nel 2002 passò da Hdp al Gruppo Marzotto, per 240 milioni di euro. Dalle attività Marzotto, nel 2005, è nato il Valentino Fashion Group. Due anni dopo, nel 2007, il fondo Permira acquisisce la maggioranza, con alcuni membri della famiglia Marzotto. Nel 2012, Mayhoola for Investments ha rilevato il gruppo per 720 milioni di euro, inclusa anche la licenza M Missoni. Nel 2023 il Gruppo Kering ha rilevato il 30% della Valentino con l’opzione di acquisire la totalità del marchio entro il 2028. Ma lo scorso settembre Kering ha deciso di rinviare la decisione al 2029.

Non avendo moglie né figli, Valentino non lascia eredi diretti. La destinazione dell’eredità dipende quindi dalle disposizioni testamentarie predisposte dallo stilista. Una parte centrale del suo lascito è rappresentata dalla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, creata nel 2016 con finalità filantropiche e culturali, destinata a tutelare arte, bellezza e progetti sociali. Inaugurata nel 2025 con una mostra. La più recente è quella interrotta dalla sua scomparsa, presentata il 18 gennaio da Giancarlo Giammetti: Venus- Valentino vista dagli occhi di Joana Vasconcelos”.

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