Il programma delle attività 2026 della Fondazione Prada

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Fondazione Prada annuncia le attività del 2026 nelle tre sedi permanenti a Milano e Venezia. Attraverso lo sviluppo di una rete internazionale di artisti, curatori, registi, musicisti e studiosi, Fondazione Prada intende indagare la cultura umana in tutta la sua diversità e complessità. L’impegno si concentra sull’elaborazione di modalità inedite e coinvolgenti per affrontare i temi emergenti del dibattito culturale contemporaneo,
oltre i confini delle singole discipline.
“Nel 2026 – afferma Miuccia Prada, presidente e direttrice di Fondazione Prada – la
nostra istituzione cercherà di operare come un laboratorio di idee, una piattaforma
sperimentale che si riconfigura continuamente in risposta alle trasformazioni del panorama
sociale e culturale. Artisti e intellettuali provenienti da generazioni e contesti diversi ci
aiuteranno a interpretare temi urgenti da molteplici prospettive, mettere in discussione le
idee consolidate e pensare in modo più profondo”.
A partire da gennaio 2026, Fondazione Prada presenta una pluralità di formati espositivi e
iniziative culturali che nascono da un processo di ricerca in continua evoluzione.

Il programma include mostre tematiche e monografie dedicate a figure artistiche di rilievo
come Cao Fei, Cyprien Gaillard, Mona Hatoum, Arthur Jafa, Richard Prince e Hito Steyerl, un’ampia programmazione cinematografica con proiezioni e incontri, progetti musicali ed esibizioni dal vivo, seminari e attività editoriali e didattiche.

Ad aprire sarà “Over, under and in between”, una mostra site-specific concepita dall’artista Mona Hatoum per la sede di Fondazione Prada a Milano che si terrà dal 29 gennaio al 9 novembre 2026. Reagendo attivamente al contesto espositivo degli spazi della Cisterna, Hatoum sviluppa un progetto in tre parti, ciascuna delle quali gravita attorno a temi carichi di significato che invitano a riflettere sull’instabilità dei nostri tempi e sulla precarietà dell’esistenza. Le tre installazioni che compongono questa mostra personale esplorano tre elementi identitari del vocabolario artistico di Hatoum: la ragnatela, la mappa e la griglia. I tre lavori, indipendenti l’uno dall’altro, rappresentano i concetti di instabilità, pericolo e fragilità a diversi livelli di intensità e sensibilità, creando un dialogo con lo spazio e, in particolare, con l’esperienza fisica del visitatore.

Il nuovo progetto multimediale “Dash” di Cao Fei sarà presentato dal 9 aprile al 28 settembre 2026 nella sede di Milano. Negli ultimi tre anni, l’artista ha condotto una ricerca approfondita nelle campagne della Cina meridionale e nordoccidentale e nel Sud-Est
Asiatico, osservando e interpretando lo sviluppo della smart agriculture. Combinando diversi linguaggi artistici che spaziano dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario, fino ai materiali d’archivio, Cao Fei delinea un complesso ritratto della rivoluzione tecnologica nel settore agricolo a livello globale, segnata da profonde
contraddizioni. Il progetto riflette sul modo in cui la tecnologia aumenta l’efficienza, riduce il lavoro umano e salvaguarda la sicurezza alimentare in un contesto di incertezza climatica e invecchiamento nelle aree rurali. Inoltre, esplora le modalità con le quali gli algoritmi stanno sostituendo il sapere tradizionale, ridefinendo il rapporto tra le persone e il territorio e trasformando le dinamiche tra aree rurali e urbane, sollevando interrogativi di carattere
ecologico, lavorativo e di continuità culturale.

La mostra “Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince”, a cura di Nancy Spector, sarà presentata a Venezia dal 9 maggio al 23 novembre 2026, durante la Biennale Arte. Il progetto metterà in dialogo due tra i più rilevanti artisti contemporanei. Nati a dieci anni di distanza, Jafa e Prince condividono un approccio radicale nei confronti dell’appropriazione e della manipolazione di immagini tratte da film, romanzi pulp, fumetti, video YouTube, racconti di fantascienza, copertine di dischi, poster di rock band, prime edizioni di volumi della Beat Generation, news, cimeli di celebrità e post sui social media. Attingendo in larga parte alla cultura popolare americana, i due artisti ne mettono a nudo la crudezza e gli inganni, adottandone al contempo miti e perversioni. Entrambi gli artisti tracciano delle topografie specifiche degli Stati Uniti: se Jafa riflette sulla sua identità di uomo afroamericano con la missione di rafforzare il cinema e l’arte Black, Prince oscilla tra una critica lucida della mascolinità bianca e il fascino per il lato oscuro della psiche americana. La mostra si sviluppa attraverso una serie di sovrapposizioni tematiche, combinazioni di opere dei due artisti che evidenziano le pratiche di ognuno e portano alla luce ossessioni e temi condivisi. “Helter Skelter” rivela per la prima volta il continuo dialogo creativo tra il lavoro di Jafa e la pratica di Prince.

Il progetto di ricerca “Global Antiquity”, a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola con la collaborazione diChiara Ballestrazzi, sarà presentato dal 5 novembre 2026 al 1 marzo 2027 in un allestimento concepito da Rem Koolhaas e AMO/OMA per il Podium, lo spazio principale della sede di Milano. La mostra propone una prospettiva inattesa sulle interazioni tra le culture del Mediterraneo e quelle dell’Africa orientale e dell’Asia in un ampio arco cronologico (dal 600 a.C al 900 d.C. circa). Ogni oggetto, proveniente da diverse aree del mondo, diventa un elemento narrativo in grado di illustrare una trama complessa. Esempio, la presenza di manufatti greco-romani in Cina o di oggetti indiani in Europa può essere attribuita a una fitta e duratura rete di relazioni che ha collegato i diversi continenti. Gli scambi culturali sono narrati mettendone in evidenza la reciprocità e, talvolta, la simmetria. Di conseguenza, l’interazione tra diverse aree del mondo si articola non solo secondo percorsi lineari e univoci, ma anche sulla base di una rete fluida e in continua evoluzione di direttive poligonali. Uno dei temi alla base del progetto trova forte riscontro nel dibattito contemporaneo, indagando il rapporto dialettico tra i concetti di globalità e globalizzazione. Come emerge dal progetto espositivo, la nozione di globalità è più legata al mondo antico e segue dinamiche orizzontali, osmotiche e reciproche, mentre la globalizzazione fa riferimento a un sistema moderno o contemporaneo definito da processi verticali guidati da forze economiche e politiche che operano su scala globale.

Con il progetto site-specific The Island in mostra fino al 30 ottobre 2026 all’Osservatorio, l’artista, studiosa e regista Hito Steyerl approfondisce molteplici narrazioni accomunate dal motivo ricorrente dell’inondazione, evocando temi urgenti quali le attuali derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunità scientifica. La mostra presenta un nuovo film di Steyerl, realizzato appositamente per il progetto, che confluisce in un’installazione video e dà origine a una serie di oggetti, strutture e videointerviste. Attraverso questi lavori, tempo e spazio sono riorganizzati prendendo in prestito la logica della fisica quantistica e della fantascienza per esplorarne le dimensioni estetiche e politiche.

Il prossimo progetto in programma all’Osservatorio da dicembre 2026 a luglio 2027 sarà una collaborazione con l’artista Cyprien Gaillard. La mostra nasce dalla costante ricerca di Gaillard sulla progressiva scomparsa dello spazio pubblico, eroso da politiche di
privatizzazione e sicurezza, e sulla decontestualizzazione della cultura fino al suo
sfruttamento come strumento di controllo. Concepito per lo spazio dell’Osservatorio
all’interno della Galleria Vittorio Emanuele II, il cuore moderno di Milano nella seconda metà del XX secolo, il progetto esplora i complessi processi generativi legati alla costruzione di un dialogo con il patrimonio storico, architettonico e artistico. Il tessuto urbano, plasmato dalla collisione tra conservazione e speculazione, emerge nella mostra a partire dalle tracce lasciate dalla società che lo abita.

L’impegno ventennale di Fondazione Prada nel campo del cinema sarà ulteriormente valorizzato dall’ampio programma del Cinema Godard a Milano, concepito dal curatore Paolo Moretti come un festival esteso e in continua evoluzione. Il calendario del 2026 includerà proiezioni di nuove uscite e classici restaurati, anteprime speciali e retrospettive, attivando ulteriori collaborazioni ricorrenti con festival cinematografici, magazine, archivi e altre istituzioni. Elemento chiave del programma è la serie di incontri e masterclass con registi, artisti, attori, critici e altre figure del panorama del cinema, della musica e delle arti visive in Italia e all’estero. Istituito nel 2025, Fondazione Prada Film Fund mira a sostenere il cinema indipendente con un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. Attraverso una prospettiva ampia, inclusiva e senza vincoli geografici, l’iniziativa annuale supporta opere eterogenee per genere, scala produttiva e visione artistica, contribuendo alla pluralità e alla vitalità del cinema contemporaneo. Il Film Fund ha lo scopo di individuare e promuovere progetti che si distinguono nell’attuale panorama cinematografico grazie al loro valore artistico e alla loro coerenza con la missione culturale di Fondazione Prada. A febbraio 2026, saranno annunciati i progetti selezionati per la prima edizione del Film Fund e le date della prossima call for entries.
Nell’autunno 2026 Human Brains, progetto pluriennale dedicato agli studi sul cervello,
riprenderà l’attività ampliando ulteriormente il suo approccio multidisciplinare. L’iniziativa
conferma l’impegno di Fondazione Prada nella ricerca scientifica, con l’obiettivo di
coinvolgere il pubblico nel campo delle neuroscienze e in generale degli studi sul cervello,
promuovendo lo scambio tra studiosi e lo sviluppo di un dialogo internazionale.

Nel 2026, Fondazione Prada continuerà a indagare il territorio della musica sperimentale e
contemporanea attraverso due collaborazioni di lungo corso. Sarà rinnovata la partnership
con Threes, per la realizzazione di tre performance dal vivo alla Chiesa di Santa Maria
Annunciata in Chiesa Rossa a Milano che accoglie un intervento luminoso permanente di Dan Flavin commissionato dalla Fondazione nel 1997. Il 4 febbraio 2026 la compositrice e organista americana Kali Malone suonerà una selezione di brani dai suoi album All Life Long e The Sacrificial Code adattati per l’organo della chiesa. Nell’autunno 2026 sarà consolidata la collaborazione annuale con il Festival Luigi Nono attraverso un evento speciale dedicato al compositore italiano che si terrà a Venezia e approfondirà il costante impegno della Fondazione nella ricerca musicale.

Fondazione Prada pubblicherà nel corso del 2026 cinque libri che accompagneranno le
attività espositive, approfondendo ulteriormente i temi delle mostre attraverso saggi inediti
commissionati a critici e curatori internazionali, oltre a interviste e conversazioni con artisti. In particolare, saranno proposti tre cataloghi illustrati dedicati a Dash, Helter Skelter e Global Antiquity, oltre a due pubblicazioni della serie dei Quaderni dedicate alla mostra “Over, under and in between” e al progetto di Cyprien Gaillard.
Nel quadro della proposta educativa della Fondazione, l’Accademia dei bambini riprende le
attività gratuite per i più piccoli con un programma di laboratori tematici nei fine settimana.

Fino all’8 marzo i bambini potranno intraprendere un viaggio cromatico esplorando gli effetti del colore attraverso la musica, il movimento libero, le espressioni e la creatività. Il ciclo di laboratori “Colori emotivi” è concepito dalla curatrice Valentina Lucio, dall’artista visuale Narges Ghorbani e dal fotografo e videomaker Amin Zarif. Nel 2026 l’Accademia dei bambini continuerà ad ampliare le proprie attività rivolte alle scuole elementari e materne. Ogni mercoledì, gruppi provenienti dalle scuole di Milano potranno partecipare gratuitamente ai laboratori ideati da diversi “maestri” come architetti, pedagogisti, artisti, scienziati, registi e musicisti.

Infine, a giugno 2026, Fondazione Prada annuncerà la vincitrice o il vincitore della nona edizione del Premio di Laurea. Creata nel 2018, l’iniziativa premia il lavoro di studenti che hanno presentato una tesi di laurea su temi culturali nelle seguenti università milanesi: Università degli Studi di Milano, Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Bocconi, Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM e Università Vita-Salute San Raffaele.

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