Le giustapposizioni hanno da tempo definito l’universo di David Koma. Per l’Autunno-Inverno 2026, lo stilista georgiano che è anche il direttore creativo di Blumarine, immagina un elegante cigno che plana attraverso un paesaggio urbano brutalista: la morbidezza si confronta con la rigida geometria del cemento. La collezione prende forma questa tensione tra fragilità e forza, grazia e struttura.
Nelle mani di Koma, la femminilità appare più netta, più fredda e più potente che mai.
La sensualità emerge attraverso la moderazione: il corpo rivelato in gesti controllati, l’intimità trasformata in struttura.
Le linee disciplinate della sartoria si contrappongono a eruzioni di morbido volume, mentre le silhouette scolpite rivelano scorci di pelle con voluta precisione. L’indulgenza glamour di cristalli e piume contrasta con una palette di colori austera. Il glamour da showgirl indugia sotto la superficie scura, rifratto attraverso una lente più fredda, urbana, dove l’eleganza appare intellettuale e silenziosamente provocatoria.
Le silhouette si muovono tra fluidità e struttura. Volumi scultorei di tulle e volant plissettati in piume si ergono dal corpo come ali, incorniciando spalle e vita o scendendo a cascata su orli lunghi fino al pavimento. I capi riecheggiano la verticalità dell’architettura urbana: giacche allungate, gonne a colonna, pantaloni a lama di rasoio e miniabiti essenziali.
I contrasti materici aumentano la tensione. Pizzi leggeri come un sussurro, paillettes trasparenti, seta e rete arricciata evocano delicatezza e movimento, bilanciati dal peso strutturale della lana sartoriale e del bouclé di paillettes opache. Il montone maculato appare come imponenti cappotti, scialli e bordi per colletti, formando la più delicata delle armature. La lana mongola si espande in volumi simili ad ali prima di dissolversi in fluide lunghezze di chiffon. Altrove, gradazioni di piume sembrano crescere direttamente dalle basi di paillettes, creando l’illusione di ali in movimento. I fiori in vernice reinterpretano il pizzo con una nitidezza scultorea, mentre le maglie con frange ad anello creano una dimensione tattile. Cristalli e perle interpretano le giacche e adornano i reggiseni con gesti intimi.
La palette rimane quasi interamente monocromatica. L’écru e il nero stabiliscono un dialogo di chiarezza senza compromessi tra luce e ombra, lasciando che la texture sia al centro dell’attenzione.
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