Addio a Brigitte Bardot, icona del cinema e della moda, paladina dei diritti degli animali

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Addio a Brigitte Bardot, amata diva del cinema francese, divenuta suo malgrado un’icona, oltre che del grande schermo, della libertà sessuale femminile e della moda, e in ultimo paladina dei diritti degli animali. L’attrice si è spenta a 91 anni nella su villa La Mandrague, a Saint Tropez, sulla Costa Azzurra, divenuta in poche ore, dopo l’annuncio della sua morte, la meta dei suoi fans, ancora numerosi e adoranti, nonostante il suo ritiro dalle scene da oltre 50 anni. Fans desiderosi di rendere l’ultimo omaggio alla “leggenda del cinema francese”, come l’ha definita appresa della sua scomparsa, in un post nella sua pagina su X. anche il presidente francese Emmanuel Macron: “I suoi film, la sua voce, la sua gloria abbagliante, le sue iniziali, i suoi dolori, la sua generosa passione per gli animali – scrive Macron – il suo volto diventato Marianne, Brigitte Bardot incarnava una vita di libertà. Esistenza francese, splendore universale. Ci commuoveva. Piangiamo una leggenda del secolo”.

BB E LA LIBERTA’

Con il suo inconfondibile broncetto, il fisico da ballerina classica, i capelli biondi arruffati come da appena scesa dal letto, Brigitte Bardot non è stata soltanto l’attrice divenuta celebre per il suo sex appeal, che l’ha catapultava nel gotha delle bionde sognate dagli uomini di tutto il mondo, accanto alla sua antagonista d’oltreoceano, la diva delle dive Marylin Monroe. Il mito di BB va oltre il cinema. Con determinazione BB ha sempre difeso la propria libertà personale e di pensiero, tanto da giovane ragazza ribelle alle convenzioni sociali e tanto da adulta consapevole delle sue idee, che dichiarava spesso  provocatoriamente creando clamore. Ad esempio BB non ha mai avuto problemi a dichiararsi politicamente a destra, a cominciare dal momento in cui decise di difendere il suo ultimo marito Bernard d’Ormale, dalle accuse di aver finanziato la destra di Le Pen. In realtà la sua scelta era dettata anche da altre ragioni. “Mi sento un’emigrante nel mio stesso paese, che è diventato un territorio straniero”, diceva confermando il suo orientamento politico, per cui sostenne prima Charles de Gaulle e negli ultimi anni Marine Le Pen. Le sue dichiarazioni sull’immigrazione e sull’Islam arrivarono a provocare condanne per incitamento all’odio. E di Marine Le Pen disse: “una capace di riprendere in mano la Francia, di ripristinare le frontiere e di ridare ai francesi, la priorità”. “La scomparsa di Brigitte – ha scritto oggi Marine Le Pen alla notizia della scomparsa di BB – è un dolore immenso”.
Parla di BB e di libertà anche il nostro ministro della Cultura Alessandro Giuli, che così commenta: “Con Brigitte Bardot scompare non solo una delle più grandi protagoniste del cinema mondiale, ma ci lascia anche una straordinaria interprete delle libertà fondamentali dell’Occidente. Che Brigitte Bardot sia stata icona di bellezza, ammirata e richiesta in tutto il mondo, è inconfutabile. Che abbia difeso con determinazione la propria visione di valori culturali, sociali e d’impegno civile, merita attenzione e grande rispetto. Vogliamo ricordarla così, nella sua vera bellezza”.
Con la sua vita e con i suoi film BB ha contribuito anche a cambiare i costumi ancora bigotti in tema di libertà sessuale degli anni Sessanta. Lei passava da un uomo all’altro con nonchalance. Soleva prendere il sole nuda a Saint Tropez oppure in topless, incurante degli scatti dei paparazzi che la sbattevano nelle copertine dei settimanali più letti.

Lo scorso ottobre aveva pubblicato in Francia il libro Mon BBcédaire, il suo ultimo testamento, una raccolta personale di definizioni, tutta scritta a mano. Attraverso una guida alfabetica, BB invitava i lettori a essere giusti, incisivi e liberi nel mondo, esprimendo la sua visione della vita, le sue passioni e la sua libertà di pensiero.

BB E GLI UOMINI – L’AMORE PER GLI ANIMALI

Peli sulla lingua BB non ne ha mai avuti, neppure in tema di uomini. “Preferisco gli animali agli uomini” aveva sentenziato in una celebre intervista all’ennesima fine di una love story. BB nella sua prima vita, quando era una celebrità, di uomini ne aveva amati molti, tutti famosi, di cui quattro portati all’altare. Il primo marito fu Roger Vadim, che conobbe a 16 anni. Fu Vadim a scoprire il suo talento di attrice diventando il suo pigmalione e lanciandola nel cinema mondiale con il ruolo di protagonista nel film “Et Dieu… crea la femme”. Ma sul set del film BB s’innamorò di Jean-Louis Trintignant, a sua volta sposato. I due lasciarono i rispettivi coniugi e andarono a vivere assieme. Ma non durò. Poi fu la volta del cantante Gilbert Bécaud, a cui seguì la love story con il divo nostrano Raf Vallone. Quindi s’invaghì del cantante Sacha Distel a poi Jacques Charrier, che sposo nel 1960 e da cui ebbe il figlio Nicolas-Jacques, mai desiderato e mai amato. Dopo il parto BB entrò in depressione e tentò il suicido. In seguito conobbe il playboy tedesco Günter Sachs, padre industriale, madre ereditiera della famiglia von Opel, fotografo di Vogue. I due si sposarono nel 1966 a Las Vegas. Ma il loro matrimonio durò circa tre anni. Il divorzio arrivò nel 1969 ma sembra fossero già separati da tempo. Seguì la liason con il controverso Serge Gainsbourg, che dopo aver conosciuto BB in uno studio televisivo per una registrazione di fine anno perdette la testa per lei e scrisse per BB “la più bella canzona di sempre. Lui scrive “Je t’aime…moi non plus”, versione musicale di un amplesso tra i due, la cui registrazione riuscì a mettere in imbarazzo i tecnici dello studio di registrazione. Je t’aime…moi non plus venne trasmessa alla radio e fu scandalo. Gunter infuriò con sua moglie, anche se già si erano traditi a vicenda più volte. Ma quella volta fu diverso e lei lo lasciò pr andare in Spagna a registrare con Sean Connery il western “Shalako”. Suo marito era disposto a tutto pur di riaverla. Così la divina scrisse a Gainsbourg implorandolo di ritirare la canzone del peccato. Lui accettò. Qualche tempo dopo “Je t’aime moi non plus”? sarà ritirata fuori da Gainsbourg e cantata con Jane Birkin.

Ultimo clamoroso flirt di quel periodo fu quello con il playboy italiano Gigi Rizzi. Dopo essere uscita di scena nel 1974 e aver smesso di popolare i rotocalchi di cronaca rosa per qualche decennio, BB tornò a occupare le copertine nel 1992 sposando Bernard d’Ormale, ultimo grande amore della sua vita, conosciuto a un evento a Saint-Tropez organizzato da Jany Le Pen, seconda moglie di Jean-Marie Le Pen, e Jean-Louis Bouguereau, avvocato della diva. Il matrimonio con il consigliere di Jean-Marie Le Pen, fondatore del Fronte Nazionale, è stato il più lungo della vita di BB. E’ durato 33 anni.

Per BB l’amore per gli animali divenne ufficiale nel corso delle riprese di un film. Fu la stessa BB a raccontarlo in un’intervista: “Durante un film, sul set c’era una capretta. Il proprietario ha detto sbrigati a finire la scena perché domenica è la comunione di mio nipote e dobbiamo cucinarla sulla griglia! Ho comprato l’animale, l’ho legato con una corda e l’ho portato all’hotel a cinque stelle. L’ho portato su in camera mia, che scandalo! Quel giorno ho deciso di lasciare il cinema e aiutare gli animali. Era il giugno del 1973, avevo 38 anni”. Divenuta paladina in difesa degli animali, denuncia i maltrattamenti e diventa vegetariana. Nel 1986 BB fondò la Fondazione Brigitte Bardot per il benessere animale, finanziata dalla vendita dei suoi gioielli. Sostiene Sea Shepherd e promuove campagne legislative per la protezione degli animali, si batte per vietare la macellazione rituale e consumo di cavalli. La Société Protectrice des Animaux, la più antica associazione francese per la protezione degli animali, ha ricordato Bardot come una “figura iconica e appassionata per la causa animale”.
BB E LA MODA
Nel 1956, Brigitte Bardot irrompe sullo schermo in “Piace a troppi” regia di suo marito Roger Vadim, come uno tsunami. Al contrario delle sue colleghe dell’epoca, incarna una femminilità selvaggia e istintivamente sensuale. Il pubblico resta folgorato e Bardot impone la sua presenza, la sua libertà di vivere a modo suo che segnerà per sempre l’immaginario femminile. “Non sono mai stata scandalosa. Sono semplicemente stata ciò che avevo voglia di essere. Naturale, vera e sincera”.

Era questa la sintesi della sua vita, che si applica anche a quel suo stile inconfondibile, che non era fatto solo di magliette a righe, quadretti Vichy e scollature a barchetta, il cosiddetto “scollo alla Bardot” che lascia le spalle scoperte, ma era semplicemente un modo di essere. Attraverso il suo fascino, il suo modo di vestire disinvolto, Brigitte Bardot inventava lo stile BB, l’incarnazione di una femminilità contemporanea, molto francese e senza tempo. BB veniva fotografata in bikini ridotti al minimo, abbronzatissima, in abiti romantici a quadretti, con lo smoking maschile, con la marinière aderente, con l’abito a sacchetto a stampe psichedeliche di Pucci con i pantaloni a vita alta e le magliette annodate sotto al seno. Le ballerine di Repetto ai piedi, create appositamente per lei, con la gonna a ruota in Vichy azzurro, una vera ossessione visto che anche per il suo matrimonio indossò un abito in vichy rosa, firmato Jacques Esterel.
Brigitte Bardot non ha mai seguito la moda. Non era un’icona costruita a tavolino dalle maison, ma era lei stessa una creatrice di tendenze che continua a nutrire la creatività dei designer. Yves Saint Laurent, coglie il desiderio di libertà femminile e crea pezzi che entrano immediatamente nel guardaroba dell’attrice: la sahariana, il caban e, soprattutto, lo smoking femminile.  Nel 1967, Brigitte Bardot viene fotografata con questo tailleur pantaloni Saint Laurent, che le da autorevolezza senza rinunciare alla femminilità. L’icona BB riappare da Dior negli anni 2000 sotto la direzione creativa di John Galliano. Il designer ricrea il suo glamour rétro riproponendo i quadri Vichy, le gonne ampie che segnano il punto vita e i bustier dalle linee romantiche. Lo stile Bardot si ritrova nelle creazioni di Jean Paul Gaultier, che rivisita spesso la marinière e il corsetto, e in quelle di Karl Lagerfeld, che ha spesso disegnato per Chanel collezioni ispirate alla Riviera.

Ancora oggi BB ispira Simon Porte Jacquemus che ne ha fatto la sua donna ideale, sensuale e naturale, con labbra che sanno di sale e lo sguardo sognante. Nel 2024, Jacquemus ha reinterpretato una silhouette apparsa nel film Il disprezzo, nella scena in cui l’attrice scende le scale di Villa Malaparte con un accappatoio giallo, trasformato dallo stilista in un cappotto.
Il senso di Brigitte per la moda, raccolto in un’intervista di Henry-Jean Servat che fa da incipit al libro Brigitte Bardot: my life in fashion (uscito in Italia nel 2016 per Mondadori Electa con il titolo Io, Brigitte Bardot e ancora attualissimo), si riassume praticamente così: “Me ne infischiavo”. Tant’è che per anni ha trascurato l’argomento, presa com’era a difendere gli animali, molti dei quali adottati e residenti con lei alla Madrague, la sua splendida tenuta di Saint Tropez.

BB E IL CINEMA

Brigitte Bardot nasce il 28 settembre 1934 a Parigi. All’età di 7 anni comincia a studiare danza classica ed entra al Conservatorio di Parigi nel 1949. Dopo aver posato per diverse riviste, l’adolescente BB sogna di diventare un’attrice cinematografica. Contro il parere dei suoi genitori, ma con il sostegno del nonno, sostiene le sue prime audizioni. Ottiene il suo primo ruolo in Le Trou normand nel 1952, al fianco di Bourvil.

Nel 1956, il pubblico la scopre nel suo primo ruolo importante con Piace a troppi, sotto la regia di Roger Vadim – che sposa a soli 18 anni. In questo film recita accanto a Jean-Louis Trintignant. La pellicola, unita a una sensualità dirompente e a un folle desiderio di libertà, contribuisce alla creazione del mito BB in ogni angolo del globo. In seguito, lavora con i più grandi nomi del cinema francese: da Jean Gabin ne La ragazza del peccato (1958) – dove le gambe di Brigitte Bardot sotto gonne accorciate fanno scorrere fiumi d’inchiostro – a Marcello Mastroianni in “Vita privata” (1962).

Gli anni Sessanta segnano una svolta nella carriera della diva. Il suo talento come attrice viene apprezzato con il film La verità. Apprezzato dalla critica, il film porta la squadra fino agli Oscar per contendersi la statuetta come miglior film in lingua straniera nel 1961.

Il 1963 gira Il disprezzo di Jean-Luc Godard, al fianco di Michel Piccoli, una delle opere più emblematiche della filmografia del regista della Nouvelle Vague. Poi arrivano i western e Brigitte Bardot  recita con Jeanne Moreau in Viva Maria! e con Claudia Cardinale ne Le pistolere.

Nel 1973, dopo aver segnato indelebilmente la settima arte per due decenni, Brigitte Bardot mette fine alla sua carriera sul grande schermo per dedicarsi interamente alla difesa degli animali.

MOSTRE

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino ricorda Brigitte Bardot, una delle star immortalate da Angelo Frontoni e presente nella mostra “Pazza Idea. Oltre il ’68: icone pop nelle fotografie di Angelo Frontoni”, alla Mole Antonelliana fino al 9 marzo 2026.

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